NARDO' - Alba Fucens, Benevento, Lucca, Nardò, Torino: dei francobolli dedicati ai loro monumenti è ancora ignota la data di uscita, nonostante i non pochi cambi al programma. Tuttavia, adesso si sanno almeno i dati tecnici.
Autoadesivi e da 70 centesimi, contano su due milioni e seicentosessantamila esemplari a soggetto, mentre i fogli sono da ventotto.
Per Alba Fucens (comune di Massa d’Albe, L’Aquila) compare uno scorcio del sito archeologico della città degli equi, colonizzata dai romani all'inizio del IV secolo avanti Cristo; si evidenziano alcuni particolari della “via dei Pilastri”, così chiamata per la presenza dei sostegni in pietra che formavano il porticato di alcune botteghe (all’immagine ha lavorato Giustina Milite).
Quanto al complesso monumentale di Santa Sofia a Benevento, dichiarato nel 2011 Patrimonio dell’umanità dall’Unesco, è stato scelto un particolare del colonnato posto all’interno della chiesa, simbolo dell’arte longobarda altomedievale (ancora la Milite).
Con le mura rinascimentali di Lucca si è preferito optare per una stampa settecentesca, eseguita dal cartografo Pierre Mortier; raffigura una pianta della città con, in evidenza, le barriere difensive.
La cattedrale di Nardò (Lecce), costruita tra i secoli VII ed XI e dedicata a Maria Assunta, è citata attraverso la facciata romanico-barocca (Rita Fantini).
Infine, la mole Antonelliana: la carta valore comprende una veduta prospettica del monumento simbolo di Torino, inaugurato il 10 aprile 1889 e, dal 2000, sede del Museo del cinema (Antonio Ciaburro).
I primi tre dentelli sono prodotti in rotocalcografia, i restanti in calcografia; altro dettaglio: i primi due contano sulla quadricromia, gli altri si caratterizzano per una sola tinta.
Le cinque pezzature sono inserite nel percorso “Il patrimonio artistico e culturale italiano”. Lo stesso cui appartiene l’omaggio al teatro La fenice di Venezia, di cui si sa la data del debutto: 14 dicembre. Anche questo costerà 0,70 euro e-sorpresa- sarà autoadesivo; la produzione conta su due milioni ed ottocentomila pezzi in fogli da ventotto. Il bozzetto è dovuto a Maria Carmela Perrini; ne riproduce l’interno, distrutto completamente da un incendio nel 1996 e poi riedificato. Venne riaperto dieci anni fa, proprio il 14 dicembre.
FONTE: “ Vaccari news”: http://www.vaccarinews.it/index.php?_id=15027
















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