GALATINA - Tragedia sfiorata nel Reparto di Psichiatria dell'ospedale di Galatina. Il commento del responsabile, il dottor Lucio Tarricone, originario di Nardò. Ieri veniva ricoverato un trentenne, affetto da problemi psichici inviato da un Csm della provincia di Bari in regime di trattamento sanitario obbligatorio. Il giovane sembra contrariato per il ricovero avvenuto in un luogo molto lontano dalla sua città accedeva al reparto apparentemente tranquillo, ma mentre si svolgevano le formalità per il ricovero improvvisamente estraeva un coltello con il quale cercava di colpire gli esterefatti medici e infermieri. Ancora una volta solo la professionalità e il "sangue freddo" degli operatori presenti evitava la tragedia.
Gli infermieri, infatti, intervenivano immediatamente riuscendo a bloccare e disarmare il paziente che nella colluttazione si procurava peraltro una ferita da taglio a un piede che veniva successivamente suturata nel Pronto soccorso. Grande spavento e qualche contusione per gli operatori.
L'accaduto, a solo un mese di distanza dal drammatico omicidio della psichiatra barese, ha accentuato il clima di tensione presente tra gli operatori del reparto che da mesi operano in carenza di personale medico e infermieristico, tanto che spesso accade che in turno si ritrovino solo due operatori riproponendo la questione della sicurezza nei reparti ospedalieri soprattutto di quelli ad alto impatto emotivo come la Psichiatria e l'organizzazione stessa dei servizi psichiatrici.
Il direttore del reparto, il dottor Lucio Tarricone, interpellato sull'accaduto ha dichiarato. "Lavoriamo in condizione disagiate, rischiamo la vita quotidianamente, ci sentiamo soli, non tutelati. Gli episodi di violenza nei nostri servizi sono quotidiani. E' necessario ripensare la stessa organizzazione dei nostri servizi con adeguata distribuzione di risorse. Il mio è un grido di aiuto con la speranza che venga recepito prima che accada un evento luttuoso. Nessuno potrà dire: "io non sapevo".
















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