Rischia di rimanere intrappolato sott'acqua nella ruspa impegnata nei lavori sul letto del canale Asso. Un operaio, ieri mattina, se l'è vista brutta mentre manovrava il pesante mezzo cingolato. Forse tentava di spostare l'escavatore prima che il canale si riempisse ma l'onda di piena lo ha sorpreso ed è stato costretto a rifugiarsi sul tetto della macchina da lavoro.
Il canale neritino, ricordiamo, è il recapito finale delle acque provenienti dall'area del Capo e da diversi depuratori che scaricano direttamente nel torrente. I primi ad arrivare sul posto sono stati i vigili urbani di Nardò che, coordinati dal comandante Cosimo Tarantino, hanno seguito con attenzione le operazioni di
salvataggio.
Si è deciso di intervenire subito, senza aspettare l'intervento dei vigili del fuoco, impegnati in decine di altre emergenze, perché il livello dell'acqua continuava a salire. L'uomo è stato recuperato con un cestello, comunemente utilizzato per lavori ad alta quota. In totale sono due le ruspe rimaste sepolte sotto cinque metri di acqua torbida.
Il letto del nuovo torrente, largo venti metri, si è totalmente riempito dopo poche ore di pioggia perché all'altezza della bretella che collega Nardò alla strada statale 101, non è stato ultimato il passaggio sotto il ponte. In buona sostanza, dopo qualche chilometro c'è un tappo di terra di dieci metri che impedisce il normale deflusso verso le vore naturali «Manieri 1» e «Manieri 2».
Il recupero dei mezzi d'opera appare difficile ma quel che dovrebbe destare più attenzione è la pericolosità del canale, pieno fino al livello delle stradine che lo costeggiano. L'insidia maggiore ruota intorno ad una piccola deviazione provvisoria che obbliga automobilisti a compiere quattro curve in rapida successione. Un tratto di strada ad alta velocità percorso ogni giorno da migliaia di autoveicoli e mezzi pesanti. In quel punto la carreggiata si trova a pochi centimetri dall'invaso di acqua. L'allerta e le previsioni meteo diffuse nei giorni
scorsi non sono servite a mettere in guardia i responsabili dei lavori.
Anche in città i neritini si sono risvegliati sott'acqua con allagamenti di strade, piani interrati di abitazioni private e di alcuni edifici pubblici. Situazione critica a Sant'Isidoro dove la spiaggia è stata scavata dai torrenti di acqua piovana e nella frazione dei «Pittuini», visitata in mattinata dal sindaco Marcello Risi e dal suo vice, Carlo Falangone, per constatare di persona danni e disagi causati dal maltempo.
















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