NARDO'/COLLEMETO/GALATINA - Un po' di storia: Nardò aveva tra le mani la possibilità di realizzare un enorme parco commerciale, ampio decine di ettari, nella zona dell'attuale Pianeta Cinema. Non se ne fece niente mentre altri raccoglievano la possibilità prevista da un piano regionale riguardante questo genere di insediamenti. Il risultato è che comunque sarà un problema per il commercio neritino ma nessuno, a parte Mino Natalizio, Paolo Maccagnano e Daniele Piccione, sembra preoccuparsene. A Galatina, intanto, si fanno le barricate. Pensate un po'.
«La Pantacom ha ottenuto solo la concessione al commercio, ma ora deve avere il permesso di costruire da parte del Comune. Per questo noi abbiamo buoni motivi per stare all’erta e non abbandonare il campo».
A pochi giorni dall’approvazione da parte della Conferenza dei Servizi del progetto Pantacom per la realizzazione del megaparco commerciale in località Cascioni nella frazione di Collemeto, le associazioni ambientaliste riaffilano le armi per ripartire con una nuova battaglia finalizzata ad impedire una costruzione della struttura. A dare lo spunto alle associazioni è proprio la lettura dell’iter procedurale che dovrebbe portare alla realizzazione dell’opera. Per poter avviare i lavori, la società Pantacom dovrà infatti chiedere ed ottenere dal Comune alcune varianti al Piano urbanistico generale di Galatina ed un piano attuativo che dovrà tenere conto di alcuni vincoli attualmente presenti sull’area di Collemeto.
Si tratta di autorizzazioni vincolanti per l’avvio del cantiere e per ottenerle ci sarà il coinvolgimento degli uffici tecnici comunali. Partendo da questi presupposti, le associazioni Italia nostra Sud Salento, Forum Ambiente e Salute, Coordinamento civico, hanno inviato alle autorità interessate alla procedura, un lungo documento con alcune osservazioni sulla variante allo strumento urbanistico adottata lo scorso settembre dal consiglio comunale.
A giudizio dei responsabili delle associazioni la variante del Pug adottata sarebbe “in netto contrasto con le norme previste dalla legge regionale 56/80, che prescrivono che nei Pug e loro varianti è vietato prevedere trasformazioni urbanistiche ed edilizie di zone boscate, di parchi e riserve e di suoli agricoli irrigui”. Il testo presentato dagli ambientalisti prosegue con altre argomentazioni tecniche che, a loro giudizio, sarebbero in netto contrasto con quanto deliberato finora dal Comune. Considerazioni che hanno convinto le associazioni a chiedere all’Autorità di Bacino della Puglia e al Comune “una verifica di compatibilità idraulica, con la condivisione di un nuovo e dettagliato studio idrico e idraulico per l’area interessata».
















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