NARDO' - Ragazzi fantastici e altrettanto splendido il cittadino bulgaro: loro ritrovano un marsupio pieno di soldi e documenti e lo portano ai carabinieri; lui, generoso, li ringrazia con una sommetta in denaro.

I cinque protagonisti di questa storia a lieto fine sono tutti neritini, ed hanno tra i 18 e i vent'anni: sono Mino De Benedittis, Josephine Anglano, Almachiara Capone, Andrea Nuzzi e Andrea Colazzo.
Per loro quella appena trascorsa è una domenica come tante altre, da concludere con una bella passeggiata in centro a Nardò. Ma, mentre sono fermi davanti alla tabaccheria di via XXV luglio, a pochi metri dall'ospedale, si accorgono di quell'oggetto abbandonato su un'aiuola.
Si tratta sicuramente di un borsello abbandonato, dimenticato da qualcuno. Un rapido sguardo all'interno e i cinque “xmen” si rendono conto che c'è un bel po' di roba, lì dentro. Soldi, 1400 euro, un assegno compilato e firmato e tanti documenti: passaporto, carta identità, patente di guida, carta di circolazione, tessera postepay, bancomat.
Che solo al pensiero di doverli rifare tutti verrebbe il mal di testa.
Così i ragazzi non ci pensano su due volte: corrono dai carabinieri e raccontano tutta la storia. I militari, dal canto loro, incontrano qualche difficoltà nel rintracciare il proprietario del marsupio perché l'uomo è un operaio di 57 anni che fa il globetrotter su e giù per l'Italia.
E' residente a Rovigo ma attualmente sta lavorando nel Salento, a Galatina. Alla fine il contatto viene fuori e l'uomo è avvertito dai carabinieri guidati dal luogotenente Giuseppe Serio: “i suoi documenti sono qui a Nardò”.
L'incontro nella locale stazione è commovente: l'uomo balbetta un ringraziamento in un italiano stentato. Ma il suo gesto è più eloquente delle parole quando apre il portafogli e tira fuori una bella banconota con la quale i ragazzi andranno tutti insieme in pizzeria. A quel punto la più giovane del gruppo si commuove a tal punto da lasciar scappare via due lacrimoni. “Lo abbiamo fatto senza pensarci su un attimo” dicono i cinque bravi ragazzi di questa Nardò che, per merito loro, si riscopre civile e solidale.
















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