NARDO' - L'eredità è contesa ma ora della questione si occuperanno i giudici della procura leccese.
Il sostituto procuratore Antonio Negro, infatti, ha aperto un fascicolo contro ignoti dopo che i carabinieri di Nardò, guidati dal luogotenente Giuseppe Serio, hanno raccolto la denuncia estremamente circostanziata di alcuni neritini, nipoti della donna, che si sarebbero sentiti danneggiati – anzi truffati – dopo aver appreso delle ultime volontà della donna.
Si aspettavano, infatti, che la signora – nata nell'aprile del 1914 e deceduta all'inizio dello scorso luglio, alla veneranda età di 99 anni – non avrebbe fatto differenze lasciando il patrimonio indiviso e consentendo agli eredi di procedere con la cosiddetta “successione legittima”, quella che si applica in assenza di testamento.
Invece le ultime volontà c'erano, eccome. E sono state una doccia fredda. Il lascito, infatti, è favore di un altro nipote della donna ed è stato depositato anche nelle mani di una persona esterna alla famiglia, un noto avvocato, sulla quale si sono appuntate le attenzioni dei familiari. Il beneficiario dei beni dell'anziana, infatti, si sarebbe rivolto proprio al legale per mettersi in una botte di ferro e tutelarsi da qualsiasi pretesa da parte degli altri nipoti. In un casi come questi, infatti, ci si muove su un campo minato perché bisogna considerare l'eventuale lesione della quota legittima che la Legge riserva ai legittimari, quindi agli altri.
In ogni caso il testamento è olografo, cioè scritto di proprio pugno dalla donna e riporterebbe tutti i beni di proprietà escludendo altri potenziali eredi dal patrimonio.
Ma i nipoti non lamentano soltanto la lesione della legittima – per la quale basterebbe l'impugnazione del testamento – ma anche la circonvenzione della donna. I beni sono notevoli: si tratta di una abitazione signorile a Nardò, un'altra, di villeggiatura, a Mondonuovo e poi altri terreni e fabbricati e non considerando quanto sia stato assegnato in denaro o titoli.
Ora che i carabinieri hanno concluso l'opera di raccolta delle notizie utili, il magistrato potrebbe procedere con l'investire un perito – così come richiesto dai denuncianti – per l'indagine calligrafica delle ultime volontà lasciate dalla donna e consegnate all'avvocato di famiglia. Il sospetto dei familiari, infatti, è che l'anziana donna non avesse la minima intenzione di fare particolarità e che il testamento sia falso.
















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