NARDO' - Ruba quadri e pergamene dal museo diocesano di Gallipoli. L.M., artista quarantunenne di Nardò, è stata condannata nella mattinata ad un anno e quattro mesi di detenzione. La diocesi Nardò-Gallipoli, inoltre, con mandato all'avvocato Ezio Maria Tarantino, si è costituita parte civile. Tutta la storia.
La storia, conclusasi ieri mattina di fronte al giudice Michele Toriello e al PM Antonio Negro, è iniziata nell'ottobre del 2011. Il direttore del museo diocesano, negli uffici della compagnia dei carabinieri di Gallipoli, ha denunciato il furto di due quadri, una pergamena e un manoscritto musicale. Opere di grande pregio che facevano parte del tesoro artistico custodito nella struttura, ovvero oltre 553 manufatti, comprendenti sculture, dipinti, argenteria e oreficeria liturgica, paramenti sacri e materiale archeologico. Le opere trafugate sono un quadro raffigurante il vescovo Enrico Carfagnini (1884) del pittore Giuseppe De Giuseppe, un dipinto ad olio su cartone raffigurante un vaso di fiori, risalente al XX secolo ed attribuito a Giulio Pajano, una pergamena intitolata "confraternita della Madonna dei Nobili", risalente al 1724 e un manoscritto musicale del maestro Frisenna.
Le indagini sono state subito avviate e le attenzioni dei militari sono cadute su un'artista di origini neritine che pochi giorni prima della denuncia aveva esposto le sue opere nel museo.
Approfonditi controlli da parte dei carabinieri su due computer (poi sequestrati), di proprietà della giovane 41enne, hanno confermato le ipotesi iniziali. La donna, secondo la ricostruzione delle forze dell'ordine, avrebbe sottratto quadri, pergamena e manoscritto in occasione della sua mostra. In quel periodo, infatti, aveva accesso in un'area deposito del museo dove erano custoditi i manufatti.
Nelle fasi finali dell'indagine, i carabinieri hanno evidenziato un contatto tra l'artista e un noto antiquario del leccese. Difesa dall'avvocato Fabio Antonio Savoia, L.M. ha chiesto di patteggiare la pena.
Concluso l'aspetto penale si apre quello civile. La diocesi, infatti, con l'avvocato Ezio Maria Tarantino, si è costituita parte civile per una quantificazione del risarcimento del danno.
















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