NARDO' - L'ingegnere ipotizza che vengano effettuate prestazioni solo per fare statistica.
E' di questi giorni la polemica sul biologo del Centro di Procreazione Assistita dell'Ospedale di Nardò, che già nei giorni scorsi è apparsa sui siti di informazione cittadina, ove alcuni politici evidenziano gli sprechi del denaro pubblico. Si parla di centinaia di migliaia di euro l'anno destinati al biologo del Centro neritino, spesa irragionevole per tanti motivi. E' opportuno però aggiungere, a queste somme, l'enorme ulteriore costo delle apparecchiature elettromedicali, dei beni necessari allo svolgimento di tali procedure mediche e per l'organizzazione dello stesso Centro che prevede anche il pagamento di altri operatori a stipendio e di specialisti in convenzione (psicologo, endocrinologo, andrologo, anestesista, ecc.).
Questo servizio pubblico è sicuramente un servizio necessario, ma bisogna chiedersi se è anche produttivo, soprattutto alla luce dei recenti tagli alla spesa sanitaria nell'ottica della riduzione degli sprechi!
Per capire veramente se ed in che misura tale Centro sia produttivo e se la sua esistenza convenga a tutta la popolazione e non solo a pochi soggetti, occorrerebbe sapere soprattutto quanti bambini sono nati in un anno a fronte di circa 270 inseminazioni artificiali e centinaia di migliaia di euro pubblici spesi.
In virtù di ciò, non si riesce poi a capire come mai in questo Centro vengano sapientemente dirottate ed eseguite prestazioni mediche che nulla hanno a che fare con il compito da svolgere. So per certo che dalla stessa equipe del Centro vengono effettuate prestazioni non di competenza di un Centro di Procreazione Medicalmente Assistita. C'è forse il bisogno di arrotondare i numeri relativi alla propria vantata produttività?
Quello che noto però è che si parla dell'Ospedale di Nardò in quanto tale solo quando ciò conviene giornalisticamente, mentre lo si definisce poliambulatorio quando la convenienza è altra.
L'unica certezza è che non mancano mai interessi personali e politici che portano a parlarne subdolamente in modo positivo quando ciò serve ad alcuni operatori per mantenere lì il proprio posto di lavoro, non avendo convenienza ad un eventuale trasferimento.
E' certo che i cittadini di Nardò ed il proprio territorio non hanno alcuna convenienza ad avere tale Centro che, inoltre, dovrebbe trovarsi in un ospedale vero e proprio. Perché tutto questo imbroglio politico? Non è forse fumo negli occhi per rifarsi una verginità nei confronti della cittadinanza dopo aver chiuso lo storico Ospedale "S. Giuseppe - Sambiasi"?
Troppe storture e troppi interessi politici hanno rovinato il Piano di Riordino Regionale, sia quello del 2002 di Fitto che quello attuale di Vendola! Non mancherò mai di ricordare a tutti che un Piano che si rispetti, parte dal territorio, dalla geografia, dalla demografia e dalle infrastrutture territoriali ed immobiliari. Tiene conto della sicurezza e delle autorizzazioni.
Per non dimenticare, è allegato lo studio personale sui Piani di Riordino sanitario nella Provincia di Lecce, pubblicato e conosciuto ormai da tutti. Lo stesso è riportato su internet ed è stato inoltrato a tutti gli enti pubblici interessati, compreso l'Ordine dei Medici provinciale e, di recente, è stato pubblicato sulla rivista dell'Ordine degli Ingegneri di Lecce.
DIFENDIAMO IL NOSTRO TERRITORIO
Francesco Antico
















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