NARDO' - Per anni ci si è lamentati che il Pd non avesse un uomo forte al comando che decidesse quando nessuno fosse in grado di farlo. Ora pare sia arrivato ma le cose pare vadano peggio di prima. Ricordate Fedro, qualche notizia fa? Ed ora leggete pure la lettera aperta.
INTERVENTO INTEGRALE DI GINO ANDRIANI
Pur a malincuore, non posso esimermi dal chiarire agli elettori e ai militanti del PD, senza possibilità di dubbio, che l'elezione di Diego Marchese è avvenuta con la normativa allora vigente, mentre il congresso del 27 ottobre scorso ha seguito la nuova normativa regionale del 4 ottobre 2013. E proprio perché abbiamo seguito pedissequamente la nuova normativa, il congresso è stato annullato, nonostante il candidato segretario avesse preso 160 voti.
Il congresso andava ripetuto, OVVIAMENTE, CON LA STESSA NORMATIVA TRATTANDOSI DELLO STESSO CONGRESSO. Invece, il garante presente, esulando dal suo ruolo, dichiarava, motu proprio, che in DEROGA AI REGOLAMENTI ANNULLAVA IL VOTO DEI 700 E PIU' ISCRITTI dell'indomani e faceva votare l'elezione del segretario e del coordinamento per alzata di mano. La farsa si era consumata! Non c'è altro da aggiungere!
Voler rimestare i mancati incontri significa voler cercare di mettere una toppa a una mancanza d'iniziativa politica seria. Invece si è preferito sollevare questioni personali, discriminatorie e fuorvianti.
Il fatto vero era che bisognava fare presto l'elezione degli organismi poiché c'era il rimpasto della giunta, non più procrastinabile, e si aveva bisogno di un coordinamento "alla bulgara" che revocasse il deliberato del segretario, D. Marchese, e del coordinamento uscente e avallasse le decisioni del sindaco prese in solitudine, come sempre accaduto in questi quasi tre anni di amministrazione.
Le conseguenze di queste decisioni sono sotto gli occhi di tutti: il capogruppo del PD, Rocco Luci, si è dimesso dal suo ruolo chiedendo scusa ai propri elettori e la maggioranza è andata allo sbando (e non entro nel dettaglio per carità di patria!).
Il mio rammarico è che anch'io quando ho fatto campagna elettorale in favore di Risi sindaco presso gli ex D.S., amici, parenti e caseggiati, che ancora oggi rappresento, ho dato garanzie personali sulla scelta ritenuta giusta. Oggi ho seri dubbi sull'impegno profuso e sulla scelta effettuata.
Ora, il problema politico vero, dopo quanto accaduto, è ripristinare gli organismi democratici, bandire gli atteggiamenti astiosi e ragionarci sopra senza alcun retro pensiero.
La federazione provinciale prenda atto degli errori fatti e contribuisca politicamente, com'è suo dovere, alla soluzione del problema.
Mi rattrista costatare come sia caduta in basso la politica e assistere alla logica del feudatario, del clan e del capo che non sbaglia mai..
La riscoperta della politica può avvenire solo attraverso una discussione senza infingimenti, recuperare il primato della politica, intendere la democrazia come collegialità nella direzione politica, nel rispetto di tutte le opinioni.
Impedire che la minoranza faccia parte degli organismi dirigenti ci riporta alla FUNESTA MEMORIA DEL PENSIERO UNICO.
GINO ANDRIANI
















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