NARDO' - Due giorni di studi e ricerche per inquadrare nella adeguata cornice storica la figura dell'avvocato Pantaleo Ingusci alla cui memoria viene intitolato l'istituto comprensivo Polo 3 di Nardò del quale fanno parte i plessi: Don Bosco, Boncore, Collodi, Piaget, Foebel, via 201, Dag Hammarskjold.
Proprio nella sede del I nucleo viene inaugurata oggi, alle 16.30, la mostra documentaria con immagini, racconti e suoni dal titolo "Don Lelè uomo libero e Nardò nel primo dopoguerra" a cura dell'archivio storico e della biblioteca comunale di Nardò, della famiglia Ingusci e degli alunni del comprensivo.
L'avvocato Ingusci è un personaggio "raro " nella città e nel comprensorio: morto nel 1981 a 78 anni, il giorno della sua scomparsa viene ricordato dal giornalista Antonio Bartolomucci come colui che disse che "il fenomeno fascista era reazionario e non rivoluzionario". Pericoloso, perché pensava, Ingusci fu interprete autentico della più pura fede mazziniana tanto da iscriversi al Partito repubblicano già nel 1918, a soli quindici anni.
Tutto ciò gli procurò parecchi guai durante il ventennio: processato e detenuto, scontò due anni nel carcere di San Francesco a Lecce e dopo gli fu proibito di praticare la professione di avvocato. Segretario provinciale dei repubblicani, nel 1964 fu incaricato di essere il responsabile regionale del partito. Scrittore e giornalista, fu ricordato dall'allora presidente del Senato, Giovanni Spadolini, a Nardò nel gennaio 1991, città dalla quale non si era mai voluto allontanare.
Anche quella di domani è la seconda giornata dedicata all'intitolazione con la tavola rotonda (alle 17.30, sempre nella scuola di via XX Settembre) "Libertà, democrazia, coerenza, partecipazione, conoscenza: l'importanza di riaffermare i valori di Pantaleo Ingusci nell'attuale società italiana".
In programma la premiazione del concorso indetto nelle scuole e la proiezione del film "Don Lelè", prodotto dall'assessorato a Cultura e Pubblica istruzione. Per chiudere sarà scoperta la targa di intitolazione realizzata dal Liceo Artistico di Nardò. Vin d'honneur a cura di un'altra scuola neritina, il "Moccia".
















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