NARDO' E PORTO CESAREO - Apriamo una finestra sull'altra metà del discorso. Perché è sempre bene ricordare che i confini geografici e le beghe di "campanile" non hanno motivo di esistere quando si parla di ambiente: mare, aria, terra non hanno confini quando si tratta di inquinamento. Una raccomandazione a quei politici che ancora conservano barlumi di lucidità, rispetto, correttezza e buonsenso: tentiamo di far capire qualcosa ai lettori. Se dovete replicare o integrare fatelo inviando una risposta al giornale che sta seguendo l'argomento. Basta una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
1) La Regione Puglia, grazie alla caparbietà di qualche passato amministratore, mette a disposizione le risorse economiche per la realizzazione dell'opera, utilizzando i cd. "Fondi Fas";
2) Il Comune di Porto Cesareo e Nardò sottoscrivono ed approvano un protocollo d'intesa per la realizzazione dell'opera, ivi compresa la condotta sottomarina e la rete fognaria di S. Isidoro;
3) L'Acquedotto Pugliese progetta l'opera ed appalta i lavori;
4) Il Movimento Albachiara ed il Partito Democratico di Porto Cesareo, preso atto del ritardo nella realizzazione dell'opera, presentano interpellanze in Consiglio Comunale per conoscere le cause dello stesso;
5) Il Movimento Albachiara ed il Partito Democratico, preso atto delle "remore" sulla fattibilità dell'opera da parte del Comune di Nardò, si recano più volte a Bari per conoscere lo stato della procedura ed organizzano un incontro pubblico sulla questione alla presenza del Sindaco di Nardò, del Sindaco di Porto Cesareo e dell'Assessore Regionale, all'epoca competente, nonché di numerosissimi esperti in materia; tale incontro si conclude con l'impegno di tutti i partecipanti a risolvere positivamente ed in tempi brevi l'intera problematica;
6) Il Comune di Nardò, in maniera inaspettata ed improvvisa, adotta in Consiglio Comunale un proprio atto deliberativo con il quale, superando il precedente protocollo d'intesa, afferma il proprio "NO" al collettamento della rete fognaria di Porto Cesareo a quella di Nardò, nonché il rifiuto della condotta sottomarina prevista;
7) Il Partito Democratico di Porto Cesareo - a mezzo di numerosi articoli su diversi quotidiani e pubblici manifesti - cerca di tenere alta l'attenzione sulla questione fognatura, sollecitando - più volte - una sua rapida definizione;
8) Legambiente Porto Cesareo, dopo aver formulato richiesta di accesso agli atti dell'intera procedura ed estratto copia, raccoglie circa 5000 firme su una petizione pubblica volta a sollecitare la realizzazione della rete fognaria di Porto Cesareo ed organizza in Piazza Risorgimento un incontro - dibattito per sensibilizzare l'opinione pubblica;
9) Legambiente Porto Cesareo si reca a Bari per consegnare detta petizione al Presidente Vendola, il quale immediatamente si attiva per impegnare i fondi europei, già assegnati, sul bilancio regionale 2013, provvedendo a convocare una serie di tavoli tecnici tra il Comune di Porto Cesareo, il Comune di Nardò ed AQP al fine di addivenire ad una soluzione positiva dell'intera vicenda;
10) In data 06/05/2014 si legge sul Quotidiano di Lecce che il Comune di Nardò si oppone allo scarico "tal quale", (posizione pienamente condivisibile, ove accompagnata dal riuso dei reflui per uso irriguo), rifiuta "il troppo pieno", (posizione questa assolutamente non accettabile, anacronistica, tecnicamente non realizzabile, e, per certi versi, contraria agli stessi interessi del Comune di Nardò), non vuole, infine, la condotta sottomarina, (posizione accettabile laddove sia sostituita con lo scarico a riva, attualmente già esistente "in loco", o in battigia, ricordiamo che oggi, per legge, l'unico recettore possibile dei reflui fognari depurati è il mare).
A tal proposito è bene sottolineare che il progetto in questione, a giudizio di molti ed anche mio personale, non ha un impatto ambientale "stravolgente", salvo a non voler sostenere che la c..... dei cesarini abbia un odore ed una consistenza diversa rispetto a quella dei neretini (che già scaricano a mare!), e fermo restando, comunque, che un progetto di tal fatta può sempre essere migliorato e reso meno impattante!
A questo punto il mio auspicio personale è che si avvii un dialogo tra i vari enti ed istituzioni, coinvolti nella questione, affinché si possa giungere, in tempi brevi, anche attraverso un miglioramento tecnico della progettualità proposta, alla realizzazione di un'opera pubblica, già finanziata dalla Regione Puglia per circa 20 milioni di euro, che consentirebbe il recupero alla balneazione ed il sostanziale risanamento di un intero tratto di costa che va dal confine con la Provincia di Taranto ed arriva sino a ben oltre i confini territoriali del Comune di Nardò.
Tale obiettivo, a mio giudizio, potrà essere raggiunto solo se l'intera classe politica di questa parte del Salento, sicuramente tra le più belle e delicate d'Italia, evitando scontri campanilistici e di retroguardia, si ponga quale motore della crescita economica e della tutela ambientale dell'intero arco jonico–salentino, impegnandosi, nell'ambito di una logica di sistema integrato, a perseguire, e conseguentemente attuare, scelte progettuali innovative e rispettose dell'ambiente, che certamente consentirebbero quel salto di qualità del nostro territorio, che da troppo tempo si attende e che nessuno, sino ad ora, è riuscito a realizzare, evitando così di gettare a mare il bambino con tutta l'acqua sporca!
PORTO CESAREO NEL 2014 HA DIRITTO AD AVERE UNA RETE FOGNARIA!!!
Avv. Eugenio Sambati
















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