NARDO’/LONDRA - Londra e i giovani. Una meta, un sogno, una realtà diffusa. Cosa fanno i giovani una volta approdati nel Regno Unito? E come vivono quel distacco embrionale dalla terra baciata dal sole? Domande queste, che potrebbero sembrare retoriche, ma le risposte dei protagonisti hanno una loro storia che si snoda tra le tante difficoltà, ostacoli alti e bocconi amari che i neolaureati devono superare e masticare. Si potrebbe parlare di tante storie in generale, ma le testimonianze dirette dei ragazzi del «flat, appartamento» numero 7 di Kilburn, un’area a nord-ovest di Londra, sono autentiche.
L’allegria in «casa Vianello», simpatico appellativo trovato dai ragazzi, di certo non manca mai: si scherza e si litiga, ma si finisce sempre con un sorriso davanti ad un bel muffin. Sandra e Raimondo Vianello, sono Antonio Alfieri e Francesca Scarlino, legati da un brioso amore fraterno. Entrambi salentini d’origine, ma trapianti a Londra per motivi di lavoro, ma soprattutto per l’innata voglia di immergersi in una realtà tanto diversa dalla nostra. Antonio, neretino di 30 anni, si è trasferito due anni fa, mentre Francesca, taurisanese sempre di 30 anni, ha compiuto il grande passo otto mesi fa. Antonio è laureato in «Lingue straniere e specializzato in «Letterature euro-americane», lavora per il momento nel mondo della ristorazione, ma mira all’insegnamento perché «trasmettere il sapere è una forma di arricchimento reciproco». E aggiunge, «Londra non deve essere inteso come un punto d’arrivo, ma un ponte verso mete successive, come l’America o l’Australia perché il mondo non finisce a Brindisi». L’esperienza all’estero pertanto, fa immergere i ragazzi in una prospettiva più ampia, facendoli sentire cittadini del mondo, abbattendo quelle «colonne d’Ercole» territoriali. Francesca è laureata sempre in Lingue straniere con specializzazione alla «School of Social Psychology» di Varsavia. È partita a settembre scorso, alla volta di Londra per fare un master, sperando di essere finanziata da una borsa di studio, fornita da un ente pubblico. Ma si sa, queste borse di studio piovono sempre sul bagnato. Ha dovuto perciò, a malincuore rinunciare al suo corso ed ha lavorato come cameriera e barista. Ritmi frenetici e a volte anche estenuanti, ma che i ragazzi, i nostri ragazzi, non si stancano di sostenere, con grande dignità e senso del dovere, pur di respirare «aria di libertà e meritocrazia». Sulla stessa lunghezza d’onda, anche Marialuigia Zippo e Sara Orlando, due altre coinquiline che provenienti da Acquarica e Taurisano sono approdate a Londra con le idee chiare. Maria Luigia, 27 anni, laureata in «Economia e Management Aziendale», ha lavorato nella ristorazione e sta perfezionando la sua conoscenza della lingua inglese «per scoprire quale sia il segreto che si cela dietro il business inglese». Sara, 28 anni, laureanda in «Scienze Politiche e Relazione Internazionali», sta lavorando come barista per migliorare la conoscenza della lingua e poi, l’obiettivo è quello di lavorare nel settore turistico. Queste salentini, come tanti altri, si immedesimano nelle parole del cantautore Mino De Santis: «Salentu cinca lu vide lassa lu core, e cinca lu lassa si sonna lu mare». Un mare di speranza, quella di poter tornare, contribuendo al cambiamento e al rinnovamento.
















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