NARDO' - Due "sgarbi" a Risi ed al centrosinistra che hanno fatto appuntare sulla civica i sospetti di essere il "cavallo di Troia" del centrodestra nell'Amministrazione attuale. Il sindaco Marcello Risi si trova ormai a dover licenziare la nuova giunta municipale alle prime ore della giornata di oggi, perché l'esecutivo dovrà approvare le delibere inerenti il bilancio e i tempi sono obbligati.
La circostanza è un bene per l'Amministrazione guidata dall'avvocato perché il tempo trascorso ha sicuramente fermato le bocce e raffreddato animi troppo surriscaldati: basti pensare che, ovviamente, il sindaco non ha azzerato le deleghe (che non avrebbe alcun senso) ma ha proprio rinunciato ai suoi delegati togliendo loro, di fatto, anche lo stipendio e ogni potere. Un momento di "congelamento" che dovrebbe aver fatto fare un esame di coscienza ai responsabili dei partiti e dei movimenti alla luce della massima del primo cittadino: "o si riparte giocando come una squadra oppure non avrà alcun senso ricominciare".
E i litigi ed i conflitti in giunta, lo sanno tutti, erano pane quotidiano.
Oltre alle spine di cui si è già parlato ed in via di risoluzione con Udc e Pd (Risi ha incontrato poche ore fa anche la segreteria del Partito democratico) un ulteriore nodo, proprio nelle scorse ore, ha ingarbugliato la situazione ancora di più prendendo di sorpresa praticamente tutti.
Un consigliere di maggioranza di un gruppo solido che ha anche un assessore, Giuseppe Tarantino, s'è candidato con la lista del Nuovo centro Destra che sostiene Antonio Gabellone alla carica di presidente della Provincia. Dalle parti di "Progetto Nardò", questo il nome del gruppo che non sostenne Risi durante il primo turno delle amministrative del 2011 (erano schierati per Giancarlo De Pascalis) si minimizza dicendo che è una candidatura di bandiera ma, come tutti sanno, oltre alla forma c'è la sostanza che si consoliderà quando i consiglieri comunali di Nardò dovranno votare e lo faranno per la destra o per la sinistra. Muci, inoltre, ha una recente "macchia" abbastanza vistosa che è l'assenza al fatidico Consiglio comunale sulla Tasi che ha comportato l'esplosione di Risi e l'azzeramento della giunta. In definitiva – al di là dei teoremi condivisibili sulla composizione arlecchinesca della maggioranza – i partner di centrosinistra di Risi vorrebbero la "certificazione" che un corpo alieno di centrodestra (al quale, sono le accuse, apparterrebbe anche Flavio Maglio spesso, del resto, supportato nelle scelte proprio da Muci) non si stia alimentando con il potere di questa giunta. E che gli vengano tagliati i viveri.
Oggi l'ardua e faticosa decisione che potrebbe anche consistere in una cura dimagrante per alcune deleghe senza toccare gli uomini, vedi proprio Maglio superdifeso e sponsorizzato dal suo partito, l'Udc, che la sua amicizia con il Pd (provinciale) l'ha ampiamente dimostrata.
















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