NARDO' - Dispiace prendere atto delle conclusioni superficiali fatte, dagli amici Maccagnano e Orlando, sulla nota diramata dal Centro Studi “Don Milani” e della improvvida attribuzione di “pretesa di primogenitura”.
Questo è purtroppo il modo di dialogare di certe Associazioni ambientaliste che soffrono di narcisismo, depositari della verità e del verbo ambiente!
Per fortuna dell’Umanità ci sono tante altre associazioni naturalistiche e ambientali più democratiche, aperte, meno arroganti e fatalistiche.
Peccato aver messo in discussione la loro postuma trovata, il torrente ASSO con l’acque affinate, molto diversa da quella individuata dal Centro Studi, si perché la loro ha una variante di valore, una aggiunta in più: l’affinamento prima dello sversamento nella Vora.
La nota del Centro Studi, evidentemente letta con animosità, metteva in evidenza le contraddizioni del loro procedere negli anni e la mancanza di coerenza delle scelte effettuate.
La delibera è un ritorno al passato non ampiamente e giustamente ragionato.
Il trio civico si esalta per aver risolto il problema della condotta sottomarina lasciando aperti tanti problemi.
La fogna cesarina dove si smaltirà? Nell’ASSO o in qualche altro canale?
La battigia di Torre Inserraglio sarà bonificata? O continuerà ad essere lo scarico privilegiato del solo depuratore neretino?
L’intesa con Porto Cesareo è stata raggiunta oppure è da sviluppare o è di separazione netta?
L’area di Sant’Isidoro, dei Corsari sarà servita dal canale di collettamento o avrà altro intervento? Il percorso è quello della Tarantina o quello previsto dall’AQP? Infine come si conciliano i reflui non depurati dei 41 Comuni con quelli della vostra delibera depurati e affinati?!!!
Da una lettura seria e non polemica della nota del Centro Studi “don Milani” chiunque avrebbe ricordato che l’indicazione dell’ASSO come recapito delle acque era solo la base di discussione del 1° Convegno del febbraio 2012, che tra l’altro proponeva:
- traslare il percorso dalla litoranea sulla attuale tarantina onde consentire alle costruzioni, presenti e future nell’area Sant’Isidoro, Corsari ecc., la possibilità di usufruire della rete fognaria;
- impedire la realizzazione di una condotta sottomarina lungo la litoranea sia per motivi scientifici, che economici, sanitari, turistici e soprattutto di balneazione;
- rendersi conto che nell’Asso già sfociavano altri 5 depuratori facenti capo a 41 Comuni;
- aver avuto su quella proposta il consenso verbale dei due Sindaci di Nardò e Porto Cesareo successivamente respinto e annullato dalla Regione Puglia;
- utilizzare il canale scolmatore solo nei casi di troppo pieno dal momento che le fessurazioni avrebbero impedito qualsiasi sbocco al mare dei reflui depurati (historia docet);
- venire incontro alle esigenze della popolazione cesarina seduta su una bomba ecologica i cui effetti sarebbero ricaduti anche sul territorio di Nardò..
La mattina del 1° Convegno, siamo al febbraio del 2012, sulla condotta sottomarina il Quotidiano divulgava con allarmismo la notizia che il torrente Asso, proposto dal Centro Studi, con l’immissione dei reflui provenienti dal depuratore di Nardò e Porto Cesareo, poteva risvegliare una pericolosa endemia!
A conclusione poi dei tre Convegni, ai quali molte Associazioni ambientaliste locali e non (Manduria, Avetrana, Parabita ecc), avevano partecipato, il Centro Studi è pervenuto ad una indicazione che conferma anche oggi con linearità, coerenza e lungimiranza.
No! alla condotta sottomarina. Nessuna goccia d’acqua va sprecata! La desertificazione incombe minacciosa! NO! immissione nel torrente ASSO!
Occorre ricordare che negli anni successivi al dibattitto le Associazioni ambientaliste hanno proposto più soluzioni: dalle condotte separate, alla fitodepurazione, ai moduli di affinamento, a no all’ASSO per certe analisi sbandierate ecc.
Il Centro, invece, interloquendo con la Regione Puglia e con l’Assessore competente, ha con coerenza e lungimiranza costantemente proposto:
NO! alla condotta sottomarina, Si ai moduli di affinamento oltre Tab 4, coinvolgimento nella gestione dei reflui del Consorzio dell’ Arneo, l’ERSAP. L’AQP, l’ARIF, le aziende agricole, i Sindaci della Riviera Salentina a costituirsi in comitato anti-Condotte sottomarine a salvaguardia del turismo e della bellezza delle coste dell’ARCO JONICO invitando il Sindaco di Nardò ad essere capofila!
Risulta quanto meno strano che, malgrado queste iniziative siano stare rese pubbliche, qualcuno poi le dimentichi, fermando il proprio ricordo all’ipotesi di base del primo Convegno del 2012 che comunque rappresentava un punto importante.
Quello che poi stupisce della nota diramata dai Capigruppo civici che non abbiano ravvisato la necessità di chiarire i vari nodi irrisolti come il depuratore di Porto Cesareo, la realizzazione o meno della condotta sottomarina, il collettamento con Nardò o meno, il recapito dei reflui di Porto Cesareo, il contrasto con quanto indicato nella delibera dal Consiglio comunale e dalle stesse Associazioni ambientaliste.
Privilegio delle idee, ripensamenti tardivi o firme conclusive di moratoria regionale?
Il dialogo affrontato nei convegni realizzati dal Centro Studi “don Milani”, hanno determinato una precisa scelta di civiltà, di futuro qualitativo e di economia, richiedendo moduli di affinamento del costo di 200.000,00 € l’uno per rendere i reflui oltre Tab 4, con lo sversamento non al mare, né nell’ASSO; il coinvolgimento delle aziende e delle imprese agricole dell’entroterra, del Consorzio dell’Arneo, dell’ARIF, dell’ERSAP, delle Istituzioni ioniche onde preparare un salto di civiltà e di benessere con un impianto duale di prospettiva rivolto all’AQP , potabile e non potabile, con la bonifica dell’ASSO liberandolo dai reflui depurati attualmente senza Tab. 4, per lasciarlo alla sua destinazione naturale, cioè ad essere alveo di acque pluviali e non un recapito improprio e illegittimo così come dichiarato in una occasione da un dirigente della stessa RegionePuglia , bisognevole più che mai di manutenzione straordinaria e di restituzione alla sua effettiva vocazione.
Nel trionfo della soluzione, gli amici hanno dimenticato o non letto le nostre note divulgate e diffuse come quelle delle Associazioni ambientaliste relative all’Asso che può trasformarsi in pericolo endemico e quella successiva delle analisi chimiche sbandierate a dritta e a manca sul malessere dello stesso.
La soluzione deliberata come magia uscita dal cappello è solo acqua calda.
La Vora porta sempre l’acqua al mare e la sua situazione è nota!
Il futuro, cari amici, si prepara con la dualità (come in Toscana) e le acque reflue affinate oltre Tab. 4 (come in America) saranno la risorsa del futuro per tutti quei servizi istituzionali, domestici e pubblici che oggi consumano acqua potabile!.
Il Centro Studi “don Milani”, per vostra pace, non ha mai ricercato lodi o primogeniture, né si è mai chiuso su se stesso, né ricerca medaglie da appuntarsi, era e resta sempre disponibile al confronto, al dialogo, alla condivisione per crescere insieme non per fare “élite” e i tre convegni l’hanno dimostrato..
Ad Maiora! Quelle vere non quelle ironiche! Fine della querelle!
IL PRESIDENTE IL COORDINATORE
Giovanni PERO’ Paolo MARZANO
















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