NARDO' - E' passato oramai quasi un anno dall'insediamento dell'Amministrazione Risi ed è tempo di bilanci.
Fino ad ora sono rimasto in silenzio per dare il tempo a sindaco ed assessori di poter riprendere le redini di una gestione fallimentare della cosa pubblica e poter dimostrare con i fatti quanto promesso in campagna elettorale.
A dire il vero ho sperato, nonostante la sconfitta della mia coalizione alle ultime elezioni, che Risi ed i suoi potessero dare quella sferzata necessaria nella gestione pubblica. Invece, al di la delle sterili parole di facciata, mi duole constatare come nulla sia cambiato rispetto alla passata amministrazione.
Una gestione approssimativa dell'Ente Comune sta costringendo Nardò a rimanere al palo rispetto ad altre territorialità a noi vicine che stanno facendo passi da gigante.
I continui battibecchi all'interno della stessa maggioranza, vedi chiusura/apertura del centro storico, mi riportano alla mente le vecchie diatribe della giunta Vaglio.A breve si darà il via alla stagione turistica e non un solo passo è stato compiuto in tale direzione, se non la partecipazione alla Bit di Milano i cui benefici, se ci saranno, non potranno che essere minimi, se non accompagnati da una seria gestione del territorio.
Per non parlare della gestione della questione riordino scolastico. Presentata, bocciata, rimodulata, il tutto a scapito dei cittadini che non sanno dove iscrivere i propri figli e quale istituto frequenteranno.
Emblematica, poi, la vicenda della condotta marina sotterranea: prima sì, poi forse, poi no, il tutto con una approssimazione nel gestire la situazione che avrebbe del ridicolo se non ci fosse in "palio" il futuro di Nardò.
Si continuano, poi, a rattoppare le strade con "materiali di fortuna" che durano giusto il tempo della prima pioggia.
Insomma, la città allo sbando era ed allo sbando è rimasta con un'unica differenza: prima ci si lamentava dell'assenza del Sindaco Vaglio e dell'eccessivo "potere" dei suoi assessori oggi, invece, sembra che l'unico ad avere la parola sia Marcello Risi, con i suoi assessori ridotti al mero ruolo di comprimari.
Alessandro Presta (Pdl)
















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