NARDO' - A pochi mesi dal voto il quadro politico appare quanto mai incerto e frantumato. La coalizione che vinse le ultime amministrative si è dissolta come nebbia al sole. Il programma è stato, in parte, disatteso ed il cambiamento, in cui avevamo fortemente creduto, solo vagheggiato. Adesso occorrerà ripartire e costruire un nuovo soggetto politico che attinga, in larga parte dalla società civile, e dalla forte domanda di cambiamento di cittadini che hanno a cuore il futuro della nostra Nardò. Le liste civiche potrebbero giocare un ruolo decisivo in un contesto in cui i partiti paiono senza vita, e soprattutto incapaci di aggregare. Il politicismo, il tradimento delle promesse elettorali e l’insensibilità verso le fasce deboli delle società hanno reso i vecchi contenitori sgraditi ai loro stessi sostenitori. Ma bisognerà partire dalla rottamazione della vecchia classe politica e da un nuovo metodo fatto di programmi realistici, semplici e condivisi.
Programmi che spesso finiscono per essere carta straccia. Non mi è andata giù la mancata difesa a spada tratta del presidio ospedaliero, una ferita sempre aperta che nega al comune più grande della provincia dopo il capoluogo servizi indispensabili. Penso che sia stato un atto scellerato e ingiustificabile che ha svelato quanto contino i grandi papaveri della politica nostrana: niente…
Mi sarei aspettato la messa in sicurezza di quella bomba ecologica rappresentata dalla discarica di castellino, che è un po’ come l’acquedotto pugliese (qualcuno scrisse che ha dato più da mangiare che da bere) ma a quale prezzo per il nostro territorio! Con l’ambiente non ci sanno proprio fare. La soluzione anacronistica della condotta a mare oltraggia la nostra risorsa più preziosa. Per avere conferma del modo in cui si maltratta il territorio basterebbe guardare al Parco di Portoselvaggio, immane risorsa sfruttata solo da pochi senza ricaduta alcuna per la nostra comunità. Non basta occupare una poltrona se non si è poi capaci neanche di realizzare un’adeguata area parcheggio in un quadriennio senza luci ma in compenso con tante ombre.
Il nostro ambiente avrebbe meritato ben altra guida, ma chi se n’è occupato e chi se ne occupa, si sono accontentati della luce riflessa di un territorio che ha enormi potenzialità. E’ stata inoltre una stagione non priva di scandali: con l’ammanco milionario della farmacia comunale e il discusso bando nella gestione dei servizi dell’area mercatale ad allungare la lista dei provvedimenti senza capo ne coda. Gli amministratori coinvolti nella vicenda Arif ritengo che avrebbero già dovuto dimettersi.
E, vorrei ricordarlo, in politica l’ineluttabilità non esiste. Non sarò costretto a votare né il male minore né le minestrine riscaldate. Le campagne elettorali hanno bisogno di uomini capaci di interpretare e mettere in atto il cambiamento, ed in grado di accendere entusiasmi quanto mai sopiti. Ed in politica non basta fare i conti della serva o raggiungere accordi contro natura e privi di ogni logica! Non ci servono i segretari dell’opinione dominante e neanche i servi di partito che finiscono solo per servire se stessi. L’ansia di cambiamento di cui siamo portatori dovrà essere soddisfatta. Anche perché l’amore per la nostra terra non è in vendita!
Giancarlo Marinaci
















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