“La responsabilità del fallimento dei Consorzi di Bonifica è solo ed esclusivamente politica”.
Lo dichiara il consigliere M5S Marco Galante, vicepresidente della Commissione speciale d’inchiesta sui Consorzi di Bonifica, a seguito delle audizioni dei Sindacati dei dipendenti dei Consorzi tenutesi in data odierna. Il consigliere tarantino evidenzia come siano state le decisioni prese dagli organi istituzionali regionali nelle passate legislature ad affossare letteralmente i Consorzi pugliesi commissariati, prima fra tutte la sospensione del famoso Tributo 630 che ha portato un mancato introito di ben 353 milioni di euro nei 15 anni di sospensione. “Con somme del genere nei bilanci - prosegue - il devastante scenario che si presenta oggi dinanzi ai nostri occhi sarebbe stato ben diverso, con i Consorzi che non sarebbero indebitati fino al collo e i dipendenti che non avrebbero fronteggiato mancate retribuzioni che hanno toccato picchi di addirittura 8 mensilità”.
Galante spiega come la cattiva gestione politico-amministrativa degli ultimi 15 anni, sia anche la causa della situazione critica nella quale versano i dipendenti: “la sensazione dei lavoratori dipendenti dei Consorzi, da me condivisa, è che si stia giocando una “battaglia” politica che non ha nulla a che fare con la realtà lavorativa. Le attuali dotazioni organiche sono carenti, nel Consorzio di Taranto è addirittura del tutto assente la Sezione Agraria, la gestione commissariale ha ben pensato di opporsi legalmente ai contenziosi sorti con i dipendenti, deturpando ulteriormente il patrimonio consortile di svariati milioni di euro; i Piani di organizzazione variabile non sono mai stati applicati, così come i Piani Industriali. In altri termini”.
“Ed ora - spiega il consigliere ginosino - vi sono diversi attori che hanno interpretato ruoli di primaria importanza nella costruzione di questo drammatico scenario che dichiarano di volersi impegnare a risolvere dei problemi da loro stessi creati, attraverso proposte che non fanno altro che agevolare fantomatiche agenzie, attuando il “disegno perfetto” che metterebbe tutta la gestione delle acque in mano ad AQP. Siamo davvero all’inverosimile. Credo che – conclude – in questi anni, lungi da differenziare colori politici, gli organi istituzionali della Regione Puglia non abbiano mai capito quali siano le importanti funzioni dei Consorzi di Bonifica e hanno avuto la deprecabile presunzione di attuare manovre politiche atte allo smantellamento degli stessi, facendo credere che fosse “cosa buona e giusta”. I cittadini e in particolare gli agricoltori pugliesi hanno il sacrosanto diritto di conoscere la verità“.
















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