NARDO' - “Con questa riforma dei consorzi risulta chiarissima la volontà del Governo regionale di porre in essere un vero e proprio atto di sciacallaggio politico sul settore irriguo, quello più succoso che vale milioni di euro.” lo dichiara il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Cristian Casili.
Dichiarazioni dei cinquestelle che arrivano dopo anni di commissariamento che non hanno sortito alcun effetto, e dopo mesi di richiesta di una riforma che potesse garantire un ritorno alla loro funzionalità ed operatività, “ma abbiamo capito - prosegue il vicepresidente della Commissione Ambiente - che a questa Giunta interessa ben poco della difesa del suolo, della gestione dei canali e dei bacini, dei problemi legati al dissesto idrogeologico del territorio pugliese, sotto gli occhi di tutti, e che si manifestano in continuazione dopo eventi piovosi anche di modesta entità pronti a mettere in pericolo l'incolumità dei pugliesi e in ginocchio le imprese agricole.”
I Consorzi versano in uno stato drammatico, con servizi mediocri o assenti ai danni dei cittadini che continuano a pagare, subendo una vera e propria “estorsione legalizzata”; e dipendenti e operai che arrivano ad effettuare attività fondamentali anche con mezzi propri non percependo gli stipendi da sette mesi (si veda l’esempio del personale del Consorzio d’Arneo, costretto a fare fronte a situazioni di assoluta emergenza come gli effetti delle piogge dei giorni scorsi che hanno occluso i canali a Ostuni) con ignobili record di otto mensilità arretrate.La cancellazione del Tributo 630, ha poi portato a mancati introiti per più di 350 milioni di euro, ha rappresentato il picco della sciagura che langue sotto la gestione commissariale.
“Ma il caos, oggi, riguarda ogni aspetto gestionale e operativo: dalle dotazioni organiche deficitarie fino alla mancata applicazione dei Piani di organizzazione variabile e dei piani industriali. Il nuovo disegno di legge che la Giunta si prefigge di far approvare, oltre a prevedere l'ennesima e inutile agenzia unica, ha lo scopo di scindere all'interno dei consorzi commissariati la parte relativa alle bonifiche da quella irrigua.” il consigliere pentastellato spiega come il settore bonifiche sarà quindi abbandonato a sé stesso e sconterà gli anni di inefficienza politica; il comparto irriguo invece transiterà verso improbabili gestioni per poi essere assorbito da Aqp, che così controllerà sia le acque potabili che quelle per uso irriguo in un affare che vale milioni di euro. “Crediamo fortemente - conclude Casili - che un patrimonio pubblico come le acque non debba essere oggetto di speculazione e accentramento. Condurremo pertanto una dura battaglia contro questa riforma scellerata, chiedendo precise garanzie per le bonifiche a tutela dell’incolumità dei pugliesi e per i nostri agricoltori ai quali deve essere assicurato un efficiente sistema di distribuzione al minor costo possibile.”
















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