NARDO' - Mino Natalizio lo aveva detto: "esco dal Pd". Dichiarazioni propedeutiche al voto per le provinciali che vedono il Partito Democratico neritino non raccogliere nulla per il suo uomo, Daniele Piccione. Ma la novità politica più rilevante viene da Forza Italia che, di fatto, a Nardò acquisisce il consenso dei tre Cor. L'altra notizia è che i due candidati neritini, Paola Mita e Antonio Tondo, con oltre 10mila voti in due, sono prima e secondo e annichiliscono i candidati di Fitto e Gabellone, ampiamente sotto di loro. Infine proprio Paola Mita potrebbe diventare vicepresidente della Provincia. Un risultato straordinario per una new entry.
Tanta carne a cuocere.
Il Pd si sveglia male: Daniele Piccione ottiene solo il proprio voto, in città, e quello di Marcello Risi. Sicuramente va altrove il voto di Lorenzo Siciliano (Morciano) mentre Paolo Maccagnano e il suo mentore Mino Natalizio avevano fatto professione di libertà rispetto al Pd, solo qualche giorno fa. E' quasi certo che il suo voto sia andato addirittura ad un candidato indicato da Pippi Mellone, Antonio Tondo. L'altro consigliere comunale, Carlo Falangone, potrebbe aver seguito le indicazioni di Dario Stefàno (Titti Cataldi?) perché più vicino alle posizioni del neonato movimento di Capo Progressista.
Mellone, dunque, fa bottino pieno. E l'affermazione di due dei suoi consiglieri non è solo frutto di una maggioranza che si dimostra granitica ma va oltre: anche i tre Cor avrebbero votato per il duo Mita/Tondo in una divisione del consenso fatta col bilancino, indice di una completa integrazione tra i melloniani doc ed i tre Cor neritini, Cesare Dell'Angelo Custode, Antonio Vaglio e Giancarlo Marinaci.
La maggioranza di Mellone ora è persino bulimica. Cioè troppo ampia per le sue esigenze, e potrebbe avere tanta fame di visibilità. Ma Mellone sta dimostrando di avere, almeno con la gestione delle alchimie politiche, più furbizia e pelo sullo stomaco di suoi blasonati avversari come i vertici nazionali di Cor.
Pensiamo a Fitto, Gabellone e (forse) Marti: lo spostamento dei voti dei tre Cor neritini fa decollare Tondo e Mita ma bastona proprio l'unità dei Cor provinciali con Stabile e Manca fortemente ridimensionati da due giovani alla prima esperienza. Senza considerare che proprio Fitto e Gabellone hanno abbandonato l'unica persona organica e fedele per anni, Mirella Bianco, ed ora hanno in carico tre consiglieri (sempre Dell'Angelo, Vaglio e Marinaci) che non rispondono agli ordini di scuderia. Mellone, insomma, detta la sua legge.
Poi Forza Italia: l'affermazione di Mita lascia intravedere un buon appeal tra il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, e gli azzurri che sono in grande spolvero soprattutto dopo la bocciatura di una possibile candidatura a sindaco di Lecce di Saverio Congedo. Un evento che sta spostando il centro di gravità verso Forza Italia a scapito proprio dei Cor.
Mita, grazie a Mazzotta, sfonda anche oltre Nardò (i suoi voti a Lecce arriverebbero da Mazzotta, Pagliaro, Inguscio) e mette le basi per diventare il secondo polo di gravità in Consiglio comunale rispetto a Pippi Mellone. Il sindaco, infatti, resta fortissimo ed ha rispettato i patti proprio con Paola Mita (che non ha mai fatto mistero di non gradire, ad esempio, la permanenza dell'assessore del suo partito in giunta, Francesco Plantera e di volerlo sostituire) che, ora, potrebbe non avanzare più richieste di revisioni della giunta. I numeri dicono che Tondo ha preso, dal Consiglio comunale di Nardò, 10 voti melloniani più uno (Maccagnano). Mita ha preso nove voti.
Ma, allo stesso tempo, adesso Mita ha un ruolo di visibilità a livello provinciale tale da fare concorrenza allo stesso suo sindaco. E potrebbe voler "crescere" anche nella sua città dove ha dimostrato di avere ampia visibilità a livello consiliare dove dovrebbe avere uno zoccolo duro composto da Giuseppe Alemanno, Gigi Venneri, Paolo Arturo Maccagnano.
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