NARDO' - L'officina politica, presentata ieri sera nella sede della Società Operaia, rivela i volti di chi c'è dietro il progetto. E, oltre a chi presenta l'iniziativa dal tavolo, spunta un politico e amministratore della mai troppo compianta Dc: l'avvocato Giuseppe Cozza, potenziale protagonista (e candidato sindaco?) della prossima campagna elettorale. Il nome giusto ce l'ha. Dal minuto venti, per andare al sodo.
Officina Cittadina: Svelato finalmente il mistero.
Prima ancora del varo di questa nuova nave rappresentata dall'Associazione Officina Cittadina in città già erano state mosse, nei giorni passati, voci critiche che consideravano questa imbarcazione, ancora chiusa e in attesa del varo, come un vecchio mercantile, pieno di falle e vecchie travi prossime al cedimento, senza alcuna possibilità di affrontare in sicurezza e privo di timone il mare aperto. Con la presentazione di ieri questo nuovo gruppo ha dato la dimostrazione di essere un vascello agile e leggero pronto a solcare gli oceani. La scelta opportuna del luogo del varo, la sede storica della "Società Operaia" cittadina nel cuore del paese, ha evidenziato un indirizzo preciso alla direzione futura di questa associazione appena nata.
Dalle parole del presidente di Officina Cittadina, Avv. Giuseppe Cozza, si è compreso con chiarezza che i componenti di questa organizzazione non sono abituati a rimanere affacciati alla finestra per guardare inermi lo scorrere del fiume degli eventi cittadini senza voler decidere di incidere personalmente nel correggere o arginare eventuali esondazioni o pericoli che derivino dal tumulto delle acque. Quindi è stato stabilito, senza dubbio alcuno, che lo stare in mezzo alla gente per sporcarsi le mani e spendersi nell'aiuto quotidiano di coloro che sono in difficoltà è l'obiettivo primario e imprescindindibile, da voler raggiungere a tutti i costi, per questa nuova composizione cittadina.
Ieri è nato un pensiero associativo diverso e sicuramente più al passo con i tempi da quelli sorti nel recente passato, attento alle esigente dei giovani, dove le gerarchie sono rappresentate non dall'età o dal curriculum degli iscritti ma dalle capacità nel dare sostegno e dalle dimostrazioni di valori personali espressi all'interno del gruppo dei partecipanti. Una ricerca continua di comprendere le realtà socio culturali del momento attraverso studi , apprendimento e confronto di idee con tutte le parti sociali del paese non escludendone alcuna. Una volontà di ottenere una crescita individuale e comune che possa scaturire dal dibattito diffuso e dal confronto necessario e non più dilazionabile nel tempo. Gli interventi di ieri di alcuni componenti del direttivo di Officina Cittadina, Marco De Franco, Aladino Aloisi, Anna Sabato e Simonetta Martano, in ordine di apparizione, hanno chiarito con la dovuta argomentanzione e dovizia di particolari questi aspetti emersi successivamente in modo chiaro e senza che gli stessi possano generare equivoci.
Una scelta di non assecondare la partitica per abbracciare la Politica quella con la "P" maiuscola ,ribadita ancora una volta dal Presidente, che sottolinea un percorso nuovo che si occuperà degli aspetti sociali, di risolvere i problemi quotidiani e non si presterà certamente a spartizioni di potere o alle lotte intestine per imporre agli altri il proprio pensiero. Questo movimento andrà avanti per la propria strada pronto ad ascoltare, dialogare, valutare, accettare e fare proposte con tutte le forze cittadine senza preclusioni se non quelle dettate dalle diversità di obiettivi da raggiungere. Questa mattina,pur avendo ascoltato ieri gli interventi, qualcuno tenta ancora una volta di trascinare in logiche che non ci appartengono i discorsi di ieri. Per questo motivo non ci stancheremo di ripetere, sino alla noia, che evidenziare gli errori commessi in città non significa essere "contro una persona o un partito" ed è bene che questo aspetto venga rimarcato per non generare equivoci e alimentare dubbi futuri in coloro che sono abituati a soffermarsi sui titoli senza leggere i contenuti.
D'altronde questo movimento non fa altro che seguire alla lettera le parole di Papa Giovanni XXIII "“Guardarsi negli occhi senza sfidarsi; avvicinarsi gli uni gli altri senza incutersi paura; aiutarsi scambievolmente senza compromessi; cercare il dialogo tenendo presente la differenza tra errore ed errante.” In virtù di questo banalizzare discorsi più ampi con un sunto ristretto solo per far passare un intendimento sbagliato, quello di essere esclusivamente pro o contro qualcosa o qualcuno, piuttosto che far scivolare nella giusta dimensione il significato delle espressioni dette "mettere in risalto gli errori commessi sul territorio" ci appare inopportuno e fanno scadere le parole spese nella cattiva abitudine cittadina di voler a tutti i costi sollevare polemiche solo per il gusto di farle.
Officina Cittadina
Coordinatore comunicazioni con la stampa (Aladino Aloisi)
















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