NARDO' - Egregio signor Sindaco, Le scrivo per manifestarLe l’amarezza che ho provato nel leggere la sua “Lettera aperta alla città” dell'undici scorso.
Nella missiva che Lei ha indirizzato a noi, suoi concittadini, Lei ha esplicitato i risultati della Sua gestione amministrativa. Non intendo entrare nel merito, né mi interessa evidenziare la differenza tra quanto Lei scrive e l’enorme degrado politico, sociale e morale della nostra amata Nardò.
Le rispondo solo per esprimerLe tutta la mia dispiacenza nel leggere il seguente passaggio (ultimo capoverso del punto sviluppo): “Cosa c’è di male a dare occasioni anche ai giovani migliori? Un Sindaco deve fare anche questo.”
Vede signor Sindaco, con questa frase Lei è stato offensivo e arrogante sia nei confronti dei giovani professionisti che hanno ricevuto l’incarico sia di tutti gli altri.
Le spiego il perché.
Signor Sindaco, non c’è niente di male a creare occasioni per i giovani migliori, anzi dovrebbe essere il Suo primo dovere! Questo, tuttavia, è ben diverso da “dare occasioni ai giovani migliori”, utilizzando un metro di giudizio personale e soggettivo.
Conosco molti dei ragazzi che Lei ha scelto, e di questi conosco la passione e le capacità, sono sicuro che non avrebbero avuto alcuna difficoltà a superare una selezione pubblica ed a ottenere l’incarico. Allora, signor Sindaco, quale necessità Le ha suggerito di mortificarli a tal punto da definirli “scelti”?
Inoltre, Lei ha offeso tutti quei giovani che di questa “occasione” non erano neanche a conoscenza. Non credo che ci sia ancora qualcuno che si meravigli del fatto che le “scelte” degli incarichi e degli incaricati avvengano nelle sedi dei partiti (quando c’erano!) et similia. Questa prassi, per quanto sconveniente, è risaputa e tristemente nota a tutti.
Allora, signor Sindaco, quale necessità Le ha suggerito di mortificare tutti quei giovani che non bazzicano i politici e le loro segreterie a tal punto da sottintendere che siano “giovani peggiori”.
Per il bene di questa Comunità, mi auguro che la mia risposta possa essere di sprone a Lei ed alla Sua Amministrazione affinché si inizi seriamente a realizzare quel coinciso, ma complesso programma che avete proposto alla Città ed in virtù del quale siete stati pubblicamente eletti (non privatamente nominati), a partire dal primo imperativo “principio ispiratore fondamentale”: “il rispetto scrupoloso della questione morale, da perseguire anche mediante l’adozione di un Codice etico di coalizione e attraverso la condivisione e l’applicazione di criteri di massima limpidezza amministrativa e gestionale.”
Cordialmente
Totò Presicce
















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