"Abbiamo rispetto per i cittadini che votano per il Movimento cinque stelle e siamo coscienti del fatto che il motivo per cui lo fanno è la mancanza di alternative. Sono cittadini come noi, stanchi della vecchia politica. E stanchi anche delle nuove élite del movimento, che hanno demolito con l'arroganza (e non certo con la competenza) il concetto dell'uno vale uno, dimostrando tutta la propria inadeguatezza e la propria aderenza ai comportamenti dei politici vecchio stile".
Casili chiede ad Andare Oltre e agli amministratori dei movimenti civici del Salento di dire da che parte stare. Bene. Noi stiamo dalla parte delle genti di Puglia.
Lo abbiamo detto chiaramente: dalla parte dei bisogni del territorio e dei cittadini, i quali votano per scegliere un governo e non per produrre una eterna e sterile opposizione, che parla e parla e se per errore va al governo fa solo guai. Eclatante il caso di Roma, che è la prova sperimentale del fallimento di una visione politica fondata sul click.
Le decisioni della Giunta della Capitale relativamente alle sorti delle Torri dell'Eur e di altri progetti già avviati, rischiano di costare ai romani oltre 1.000.000 di euro. Non si può certamente governare così, con l'arroganza di chi non rispetta la proprietà privata. I 222 giorni dell'ex assessore all'urbanistica di Roma potrebbero costare ai romani circa 5 milioni di euro al giorno... poco conta la restituzione dei pochi spiccioli dello stipendio!
Noi abbiamo una visione totalmente diversa. Vogliamo governare dal basso.
Casili ci rimprovera il rapporto col Presidente Emiliano e lo fa in maniera miope ed arrogante. La sua smania di apparire il competitor ideale per la poltrona di governatore di Puglia si scontra con i fatti: la presidenza della Regione Puglia ha alzato le barricate contro un governo centrale che continua a considerare la Puglia una colonia, un'appendice, e lo ha fatto anche col supporto di quel “fronte civico” composto da movimenti e liste civiche. Sarebbe stato comodo per Emiliano restare in silenzio di fronte al referendum delle Trivelle e magari ritagliarsi un po' di benevolenza. Invece è stato forte con i forti e sempre disponibile con la sua gente, con chi abita e vive quotidianamente la bellezza e i problemi di questa nostra regione. E noi ci siamo rivolti proprio alla gente di Puglia col nostro documento. Ci spiace che Casili, invece, si riveli arrogante con sindaci ed amministrtori locali. Il suo atteggiamento tradisce una certa somiglianza ai superstiti della Prima Repubblica. Eppure (è noto a tutti) proprio gli attori principali del fronte civico lo hanno sostenuto nella sua ultima candidatura.
Ora siamo in un'altra fase: il Rosatellum dà ai cittadini una possibilità enorme. Possono scegliere tra il candidato di collegio A o B o C. È chiaro che la scesa in campo di impresentabili agevolerebbe il marketing dei 5 stelle, che punta sul simbolo e non sulle persone.
Noi vogliamo scegliere le persone in base agli impegni con il territorio. Siamo nel Salento. Terra che soffre di malattie che attaccano gli uomini e le piante. Terra aggredita dagli speculatori. Terra che non offre speranze ai giovani e non restituisce servizi agli anziani. Terra inospitale per le piccole imprese ma che dispiega un esercito di 600 uomini a servizio di una multinazionale.
Gli amministratori del Salento hanno deciso di dire basta ai politici calati dall'alto e ai politici improduttivi. Vogliamo voltare pagina. E questo vale anche per i Cinque Stelle! Inizino ad individuare tra i propri candidati persone in grado di svolgere il proprio compito".
Andrea Pulli
















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