"Con Stefanazzi non abbiamo più rapporti professionali dal 2014. Per me e mio fratello acquisire le sue quote societarie comporterebbe una spesa onerosa che non abbiamo potuto sostenere".
La mia società non ha mai lavorato per la Regione Puglia o altri enti della Pubblica Amministrazione. Non c'è alcun conflitto d'interessi e fa sorridere che le strumentalizzazioni in merito arrivino da candidati di Forza Italia che di conflitti d'interessi e situazioni aziendali poco chiare avrebbero molto da discutere con il loro leader plurindagato e pregiudicato Berlusconi". Tre punti ma ben precisi quelli che Gianmauro Dell'Olio, candidato M5S al Senato per il Collegio Uninominale Puglia 1, mette in evidenza all'indomani del duro attacco sulla sua coesistenza in società con l'attuale capo di Gabinetto della Giunta Emiliano, Claudio Stefanazzi.
Il pentastellato, che aveva già illustrato a tempo debito la situazione ai vertici regionali e nazionali del MoVimento, entra nel dettaglio: "Non ho nulla da nascondere, d'altronde la composizione della società a cui appartengo è visionabile da una banale visura camerale. Così come è facilmente verificabile che dal giorno in cui Stefanazzi ha interrotto la sua collaborazione professionale con noi per dedicarsi alla sua nuova vita politica, ha anche lasciato ogni carica amministrativa e carte di credito uscendo dal Cda e questo non per mera opportunità, ma perché era chiaro sin da allora che si sarebbe dovuto dedicare a tempo pieno e con tutte le energie possibili al suo nuovo impegno".
Dell'Olio risponde anche a chi punta il dito contro la presenza dell'avvocato nella composizione della società: "Ha ancora una quota, ma noi facevamo fattura alla società quando la società incassava. Visto che lui non ha più lavorato con noi non ha più percepito assolutamente nulla dunque, pur rimanendo nella Srl, non ne percepisce più alcun vantaggio economico. Dispiace che anche questi semplici concetti amministrativo-contabili sfuggano a candidati parlamentari di forze politiche che attingono molti voti dal mondo imprenditoriale. Stefanazzi è ancora in società semplicemente perchè per me e mio fratello, acquisire la sua quota comporterebbe al momento una spesa insostenibile".
Altra cosa sulla quale il penstastellato vuole che sia fatta chiarezza è la sua presunta attività con enti pubblici: "Ci tengo a sottolineare che la mia società non ha mai avuto rapporti di lavoro con la pubblica amministrazione, men che meno con la Regione Puglia". "Chi mi conosce, personalmente e professionalmente - conclude Dell'Olio -, sa che non mi permetterei mai, per una questione deontologica e morale, di creare commistioni fra affari e politica, esattamente ciò che con il MoVimento 5 Stelle vogliamo combattere. Dunque - conclude - non c'è alcun conflitto d'interessi e l'imbarazzo è solo negli occhi e nella mente di chi vuole trovare il marcio dove non c'è. Io sono una persona trasparente".
















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