#La Nardò che non ha paura. Di Lucio Tarricone.
Assistiamo con grande preoccupazione alla sempre maggiore involuzione populista della politica italiana, tanto a livello nazionale, regionale e locale. Preoccupano i toni e i contenuti di una perenne campagna elettorale orientata a creare le condizioni per scardinare le fondamenta della nostra democrazia parlamentare basata sul confronto dialettico ispirato ai valori della Carta Costituzionale nata dalla Resistenza a un regime dittatoriale i cui eredi vestono i panni dei dissacratori e dei picconatori per smantellare ogni vincolo di solidarietà e coesione sociale e di sviluppo e di integrazione aperta agli ultimi del mondo.
Inaccettabile ci pare che questi tentativi di svuotare di senso e di forza le regole della democrazia italiana siano fatti propri da parte di alcuni che si atteggiano a paladini e fautori di una politica di sinistra confondendo i valori di una democrazia popolare con le velleità degli slogan di una pseudo politica populista che cancella ogni differenza storica e culturale in nome di una generica efficienza, accoglie e promuove formule di alleanze politiche e sociali che non hanno alcuna possibilità di trovare un comune terreno di incontro. Le recenti elezioni amministrative, proprio in Puglia, hanno palesato nuovi tentativi di dar vita a coacervi mostruosi che stanno stravolgendo ulteriormente il già compromesso quadro politico.
In Puglia il Governatore Emiliano ha di fatto capovolto le ragioni del patto di governo di CentroSinistra alla base dell’attuale esperienza di governo regionale tradendo chi lo ha eletto. In varie realtà pugliesi si è fatto sostenitore di alleanze caratterizzate dalla presenza di forze conservatrici se non dichiaratamente fasciste.
E’ quanto Emiliano fa, da tempo, a Nardò sostenendo la Giunta Mellone.
Un Sindaco che si dichiara orgogliosamente fascista e amico del movimento razzista e xenofobo CasaPound che sta per aprire sabato prossimo la sua sede a Nardò. E Mellone magari presenzierà. Quel Mellone che diserta le celebrazioni del 25 Aprile. Quel Mellone e quei fascisti di Casapound che mentre irridono alla Democrazia nata dalla Resistenza con quella Democrazia si fanno vilmente scudo per propagandare le loro idee.
Ogni cosa ha la sua misura e il suo limite. Siamo ormai a una svolta che richiede chiarezza e onestà di intenti e prospettive. Emiliano e quello che resta del PD e insieme a loro LEU decidano quale strategia seguire. Con quali alleanze lavorare per recuperare spazi di agibilità democratica e ricostruire un rapporto di fiducia con un elettorato confuso dalla volubilità del Governatore e del suo staff. E’ tempo di chiarezza . E di decisioni. Che per quanto ci riguarda saranno nette e inequivocabili.
Giungano dal Governatore, dai Consiglieri Regionali del PD e di LEU parole chiare e nette contro i rigurgiti fascisti striscianti e non.
Blasi, Abaterusso, Borraccino facciano sentire la loro voce. Dicano se stanno con Emiliano, amico del fascista Mellone, o con chi lotta per una alternativa di Sinistra. E facciano sentire la loro voce i militanti neretini del PD e LEU. Basta con l’ipocrisia.
Antifascisti lo si deve essere sempre!
Lavorare a Sinistra per ricostruire una alternativa politica forte e di lungo periodo è possibile partendo dal bisogno della gente e da un patrimonio di passione, entusiasmo, ottimismo che certamente non verranno meno.
Ma nessuno pensi di poter contare senza condizioni sull’impegno di quanti continuano a credere nella possibilità di costruire e rafforzare quella società più equa e giusta per la quale intere generazioni si sono battute e sacrificate.
Centro Studi “Salento Nuovo”
















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