NARDO' - E' storica la vicinanza del Salento con l'Emilia-Romagna.
“Un sisma, quello che sta colpendo ancora, in queste ore, nel quale i lavoratori hanno pagato il prezzo più alto”
Molti i comuni dell’Emilia che ospitano cittadini di Nardò emigrati per lavoro.
“Le notizie diffuse dai media riguardo al sisma che dal 20 maggio sta flagellando le popolazioni dell’Emilia ci lasciano profondamente turbati. Un sisma, quello che sta colpendo ancora, in queste ore, nel quale i lavoratori hanno pagato il prezzo più alto.
Mentre continua a tremare la terra, il nostro primo pensiero va alle e vittime e ai loro familiari, ma anche a tutta popolazione “sfollata” che dopo le nuove scosse di ieri dovrà probabilmente abbandonare per sempre la propria casa.
E, ancora, il nostro pensiero va alle migliaia di lavoratori che rischiano- in un periodo che registra già una gravissima crisi - di perdere il posto di lavoro; agli imprenditori e agli artigiani cui va tutta la nostra solidarietà, convinti che questa tragedia, per cui lo Stato dovrà conceder loro sostegno e risorse, non piegherà la loro tenacia e il loro spirito di impresa.
In particolare ci sentiamo vicini al Comune di Fiorano da qualche anno gemellato con il nostro Comune. Al primo cittadino, Claudio Pistoni, della città modenese che tanti nostri concittadini ospita, esprimiamo tutta la nostra vicinanza e solidarietà. Stiamo soffrendo con loro. Gli stessi sentimenti animano i nostri cuori verso le popolazioni dei comuni di Mirandola, Cavezzo, Carpi, Sassuolo, Formigine, Maranello e Finale Emilia dove tanti nostri concittadini vivono e lavorano.
Con l’Emilia è tutto il made in Italy a crollare in ginocchio: biomedicale, ceramica, alimentare, manufatturiero e meccanica, i settori più colpiti.
A Mirandola a finire raso al suolo è il biomedicale, polo d’eccellenza a livello mondiale, secondo solo agli Stati Uniti. Questo centro è anche uno dei più importanti del Paese per il settore manifatturiero A lavorarci circa 15 mila persone concentrate, oltre che nel biomedicale anche nei settori meccanica e alimentare. I danni, qui solo, ammontano a 500 milioni di euro. L’ottanta per centro degli edifici industriali risultano danneggiati.
Il Comune di Cavezzo è ridotto ad un paese fantasma. Qui la meccanica si è accartocciata. su se stessa: di 11, 4 miliardi era il giro d’affari che permetteva di dare lavoro a 60 mila persone.
Carpi, cuore della moda e del tessile, sembra essere la meno colpita. Qui le 1280 imprese che danno lavoro a circa 14 mila persone sembrano aver retto all’urto del sisma.800 milioni il valore dell’export.
Questi dati ci fanno riflettere e ci parlano di una catastrofe che è quella dell’intero Paese che già fatica a fronteggiare la crisi dei mercati. Mi auguro che la solidarietà nazionale si faccia sentire forte e che il Governo si faccia interprete di questi sentimenti che accompagnano ciascuno di noi queste terribili ore”
















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