NARDO’ - Voto anticipato o governissimo? Quando l’opzione del ritorno alle urne era molto più che una remota possibilità, Soave Alemanno ha sparato forte contro la Lega e Salvini. Da orgogliosa rappresentante del Movimento 5 Stelle ha scritto: “Prima le poltrone, quelle della Lega”. In attesa di vedere come andrà a finire la crisi di governo, scopriamo insieme tutti i numeri della sua carriera da onorevole.
La deputata neritina, dopo la pseudo-rottura invocata dal vice-premier Matteo Salvini, ha affidato ai social network tutta la sua amarezza. La preoccupazione dell'eletta sembra essere fondata, il fatto di passare da 6.399 preferenze (elezioni politiche del 4 marzo 2018) a 2.304 (elezioni europee del 26 maggio 2019) compromette l'ipotesi di una sua rielezione.
A Soave Alemanno, sconosciuta dai radar della politica locale e nazionale sino alla sua candidatura alla Camera, è riuscito il colpaccio dell’approdo diretto a Montecitorio. Impresa che ad altri, talvolta politici più navigati, inseguono per tutta una carriera. Il fatto di non avere ricoperto nessun ruolo in enti locali non ha influito sull’entusiasmo della giovane neritina. Nelle votazioni elettroniche in aula, infatti, l’onorevole Alemanno è risultata presente per il 99,46% delle volte. Fedelissima al Movimento 5 Stelle, Soave Alemanno non ha mai votato contro la linea del partito.
Favorevole anche nei provvedimenti bandiera del partito guidato da Matteo Salvini, oggi finito nel mirino dei grillini. Vediamo insieme:
- favorevole al primo decreto sicurezza (votazione del 28/11/2018), QUI un riassunto dei contenuti;
- favorevole al Ddl sulla legittima difesa (votazione del 06/03/2019), QUI un riassunto dei contenuti e le perplessità del presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati;
- favorevole al decreto "Quota 100" (votazione del 21/03/2019), QUI un riassunto dei contenuti;
- favorevole al decreto sicurezza-bis (votazione del 25/07/2019), QUI un riassunto dei contenuti.
Fino al giorno della crisi tutti i provvedimenti della Lega, anche quelli più discutibili e che sono serviti a Salvini per aumentare il proprio consenso elettorale, andavano più che bene.
Dal giorno della crisi in poi, invece, la Lega, le politiche della Lega e Salvini sono finiti nel mirino dei grillini. Quella del Movimento 5 Stelle è stata una torsione quasi completa: da alleato fedele, quasi sottomesso al volere di Salvini, ad avversario politico. I sondaggi elettorali indicano il M5S come terzo partito (Lega: 36,1 per cento; Pd: 23,4 per cento; M5S: 18,2 per cento; Fratelli d’Italia: 7,1 per cento; Forza Italia: 6 per cento; Più Europa: 2,3 per cento; La Sinistra: 1,8 per cento; Federazione dei Verdi: 1,8 per cento).
Oggi alcuni esperti politologi ipotizzano un “governissimo” formato da Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e anche Forza Italia. Forse non aveva tutti i torti l'onorevole Alemanno: "Prima le poltrone!"
















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