NARDO' - Ma chi e cosa resterà, nel, e del movimento 5 stelle?
Tra probiviri che stanno decidendo le espulsioni, per quei portavoce che non restituiscono le somme, rinunce e defezioni spontanee, ormai siamo alla debacle di ciò che, pensavamo (ma in tanti ci siamo illusi) fosse davvero qualcosa di distinto, alternativo, nel panorama della politica italiana. Oggi fa impressione la motivazione, per il passaggio al gruppo misto, che ha voluto dare il deputato Cappellani: “quando sento pugno di ferro, rabbrividisco” e un’altra accusa, bellissima e sessantottina, che si usava nei decenni passati: “imborghesimento del movimento”.
Sintomo manifesto questo, per chi ancora avesse dubbi, della metamorfosi di questa associazione.
Infatti “chi” sta decidendo di distruggere, smantellare, questa organizzazione ha un compito ben rigoroso: imborghesire (la spinta di Grillo all’abbraccio mortale con il Pd non lasciava equivoci) quel partito. È inutile più prendersi in giro, perché tale è. Quando si arriva a cacciare i dissidenti, quale nome si deve dare? Precisamente, “con il pugno di ferro” affinché si capisca il nuovo disegno politico (appunto, imborghesendo) che sta cambiando i rappresentanti, e di conseguenza l’elettorato. Certo, così come avvenne strategicamente per il Pci agli inizi degli anni ‘90, quando abbandonò la simbolica comunista, per ridimensionarsi e ripartire più debole, affinché potesse meglio “infilarsi” nelle maggioranze, e poter meglio contare, nei gangli del potere.
Tra non molto avremo un partito 5 stelle, o come vorranno chiamarlo, intorno al 10%, con professionisti del web, che cercheranno di puntellare maggioranze borghesi (destra o sinistra non conta e questo lo hanno sempre dichiarato) tecniche che non affrontano i problemi veri, reali dei lavoratori, della gente comune, dei piccoli artigiani, ma studiano solo gli aspetti tecnici, con una buona dose di propaganda. Ricopriranno solo incarichi da tecnocrati della politica, con studi asettici senz’anima, che dei problemi della gente non hanno nulla a che vedere.
E questo lo dico dopo aver, per almeno due anni, chiesto a livello regionale e nazionale a tutti i portavoce, di occuparsi di casi gravi delle famiglie che ad es. soffrono il problema degli affidi, e di quelle madri che nei servizi sociali locali incontrano la crudeltà di assistenti sociali e psicologi che favoriscono padri mascalzoni, ed attuano la Pas/Ad (alienazione parentale) contro madri e figli. Migliaia di e-mail inviate, zero riscontri. Vorrà dire qualcosa questo no?
Una sola domanda vorrei porre ai vertici del partito o movimento, che stanno attuando il repulisti: ma la prossima volta vi basterà, dopo aver cacciato tutti i possibili dissidenti, piazzare, solo “portavoci” come belle statuine che badano solo a fotografarsi sui treni, o negli aerei?
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente
















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