NARDO' - Il partito è ormai alla deriva e veleggia, senza nocchiero, verso le sponde di Michele Emiliano e Stefano Minerva e, quindi, verso una guida a gradimento "melloniano". Il Pd-Pound, già manifestatosi quando l'Asi è stata fatta cadere nel segno della real politik grazie al tandem composto da Mellone e Filoni, sindaci di Nardò e Galatone, e la successiva spartizione tra Andare Oltre e il Pd (Massimo Albanese per il primo gruppo, Giuseppe Taurino per il secondo), è definitivamente realtà.
«MI DIMETTO DA SEGRETARIO CITTADINO DEL PARTITO DEMOCRATICO»
L’avvocato Salvatore Falconieri lascia la guida del Pd di Nardò e attacca la segreteria provinciale: «Da Lecce volevano impormi nomi e candidature»
Comunico con rammarico le mie dimissioni immediate dalla segreteria del Partito Democratico di Nardò. Ringrazio di cuore il direttivo, gli iscritti, i simpatizzanti, gli elettori, i consiglieri comunali e i cittadini per questa bella esperienza, politica e umana. In questi tre anni ho cercato di svolgere il mio mandato all’insegna della correttezza e della trasparenza, consapevole della fase delicatissima vissuta ancora oggi dal centrosinistra a poche settimane dalle elezioni regionali. Ma proprio per una questione di trasparenza non voglio “salutare” senza prima raccontare cos’è accaduto nelle ultime ore.
La segreteria provinciale di Lecce del Pd, tramite il Segretario Provinciale Ippazio Morciano ha proposto/imposto al Circolo di Nardò una candidatura neretina al consiglio regionale per le prossime elezioni di settembre. Fin qui, nessun ostacolo da parte nostra. Sempre dalla segreteria provinciale è poi arrivato un altro diktat, alquanto singolare: la richiesta a tutto il Pd di Nardò di impegnarsi unitariamente a sostenere tale candidatura da individuare o già individuata. La richiesta leccese giunta a Nardò è stata accompagnata dalla “minaccia” di commissariare il partito neretino in caso di mia mancata obbedienza alla segreteria provinciale.
L’invito l’ho subito rispedito al mittente in privato e lo stesso concetto lo ribadisco adesso, pubblicamente. Non accetto affatto che i candidati al consiglio regionale mi vengano imposti dall’alto, né intendo imporli a mia volta alla segreteria cittadina. Per quanto mi riguarda ogni componente del direttivo neretino, segretario compreso, è libero di votare e far votare chiunque tra gli uomini e le donne candidati nella lista del Partito Democratico. Questo, pertanto, è il motivo che mi spinge a lasciare. Ero e resto un uomo libero, che ha rispettato il suo partito chiedendo semplicemente pari trattamento per sé e per i componenti della segreteria cittadina di Nardò.
Salvatore Falconieri
















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