NARDO' - Un voto, quel voto, potrà davvero cambiare le cose?
Caro direttore,
rifiuto il concetto che dobbiamo votare Si, al referendum costituzionale, altrimenti siamo di destra. Rigetto l’idea che votare Si è necessario, perché ormai questo referendum si sta trasformando in un quesito pro o contro il governo. Un esecutivo, a detta di qualcuno, che è un’alleanza di sinistra. I costituzionalisti stessi questa volta, rispetto a quanto avvenne con la riforma Renzi-Boschi, sono divisi e molto combattuti.
Si sta giocando tutto su questo: buttare via la democrazia parlamentare, il consenso popolare, tagliando fuori vaste aree di genti, in particolare nelle regioni più piccole, insieme all’acqua sporca di chi per decenni ha mandato in parlamento corrotti, ladri, mafiosi, gente collusa con le cosche, notabili dalla dubbia reputazione che non hanno avuto altro intento se non quello di rappresentare lobby, gruppi di potere e pressione.
E noi crediamo davvero che da domani, se vincessero i Si, nessun partito piazzerà più questi personaggi?
Illusi. Al contrario, chi davvero continuerà ad entrare in parlamento, anche se i parlamentari si riducessero a 50, saranno per primi i deputati e senatori disonesti, che il voto seguiteranno a pagarselo perché hanno la possibilità economica per farlo. Entreranno in parlamento autorità sconosciute cooptati dalle segreterie, che come al solito hanno i loro poteri indiscussi.
E i partiti glielo accorderanno volentieri, perché hanno bisogno di queste persone e di quel consenso per vincere. E uscirà allo scoperto (dopo la vittoria del Si) che hanno abbindolato la gente, che oggi crede di votare Si per liberarsi di loro.
E chi invece resterà fuori dalla rappresentanza democratica saranno le brave persone (che ci sono) che confidano nella democrazia, nella giustizia sociale, nei diritti dei lavoratori, e nei suoi principi fondanti così come vollero i padri costituenti.
So solo una cosa. In questo nostro paese, molti decenni fa un certo Licio Gelli architettò, con le sue trame segrete nere e la fitta rete di delitti e complotti, tra le altre cose di ridurre anche il numero dei parlamentari per comprimere la nostra democrazia. Le nostre libertà individuali, ed attuare i suoi piani di attacco alla Carta Costituzionale.
Gelli e la P2 odiavano e non sopportavano che questo paese fosse fondato sul governo del popolo, e fece di tutto (stragi ed attentati fascisti) per sovvertire l’ordine democratico e la rappresentanza.
Voto No, anche per questo. Oltre al fatto che spedisco al mittente il concetto che se voto No sono di destra. E mi rifiuto di credere che accettare il taglio dei parlamentari, la Tap, la Tav e mantenere aperta l’ex Ilva, il Mes, l’Euro, sia un programma di sinistra.
Una rondine del reddito di cittadinanza, (misura economica assolutamente giusto e sacrosanto) non fa un governo del popolo nato da una rivoluzione comunista.
Anzi, se mettiamo insieme le radiazioni, e le epurazioni, di questi anni del movimento 5 stelle, i consensi pilotati da una società privata, tramite un click. L’assenza di discussioni, dibattiti ed analisi. Le espulsioni anche per un’apparizione in Tv, come fecero per il caro Alfredo Ronzino. Per non parlare della politica neo-liberista del Pd di taglio dei fondi pubblici per tutto lo stato sociale, e facciamo passare questo obbrobrio di riforma truffa della Costituzione, e domani la nomina dall’alto dei parlamentari, il progetto è sfacciatamente di destra.
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente
















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