NARDO' - La presenza di ben nove candidati neritini frena la tradizionale corsa alla conquista del voto cittadino da parte dei candidati forestieri. La strategia melloniana "piega" alle proprie necessità il voto nella lista "Emiliano sindaco di Puglia". Ecco tutti i numeri.
Partiamo dalla coalizione che ha vinto le elezioni, con Michele Emiliano.
Ernesto Abaterusso paga la scomparsa, da Nardò, dell'area di governo legata al centrosinistra (era sindaco Marcello Risi) che nel 2015 tirò su 4992 voti divisi tra Pd (2552) e Noi a Sinistra (2440). In quell'occasione il botto lo fece Carlo Falangone con 2.047 voti, ora dispersi chissà dove.
Abaterusso ha preso 273 voti ma furono 735 nel 2015. Sebastiano Leo incrementa da 105 a 172.
Entriamo nel pieno dell'area Pd. Un "ospite" tradizionalmente molto ben accetto in città, Sergio Blasi (fortemente legato alla segreteria Pd ed agli esponenti del partito), scende da 718 voti nel 2015 ai 473 attuali mentre Loredana Capone mantiene il risultato: 234 erano e 228 sono.
Probabilmente questi candidati dell'area di centrosinistra pagano una sostanziosa fuga di preferenze verso la candidata fittiana Antonella Vergari.
Sempre in area Emiliano è notevole l'affermazione di Antonio Raone (679 voti) con il riuscito intento di Mino Frasca di trasferire il proprio consenso all'imprenditore. Frasca nel 2015 fu il "campione" neritino con 2.403 segni per lui. Solo 34, invece, ne prese Raone nel 2015.
Potente new-entry a Nardò di Alessandro Delli Noci, vicesindaco di Lecce con 378 preferenze. Anche Donato Metallo entra a tripla cifra in città con 142 voti. Precipita Mario Romano, e non è un risultato facilmente spiegabile visto che è legato ad un'area solidissima dei centristi neritini e passa dai 508 del 2015 ai 171 di oggi. Incrementa Luigi Mazzei: da 32 a 109. Curioso il risultato di Paolo Pellegrino: 109 erano e 109 sono rimasti.
Una analisi a parte va fatta per la lista "Emiliano Sindaco di Puglia", la rivelazione cittadina a causa del botto della candidata Giulia Puglia.
Ben cinque uomini della lista hanno ottenuto risultati a tre cifre, compresi emeriti sconosciuti. Eccoli: Piccinno 220, Barretta 381, Delle Rose 475, Esposito 118, Garzia 332.
Oltre alla dinamica predisposizione del gruppo melloniano (che ha sostenuto Puglia) di fare accordi al di fuori della città (ma questo andrà verificato "spiando" che cosa è successo nei loro paesi) è indubitabile che la strategia dello staff melloniano di "controllare" la fedeltà del voto passi anche da questo sistema. L'accoppiata, infatti, rivela senza dubbio alcuno che c'è chi ha avuto affidato il compito (magari alcuni assessori?) di votare la Puglia in accoppiata con Barretta (381 voti), Delle Rose (475 voti), Esposito (118 voti), Garzia (332 voti). Lievemente diverso il discorso di Piccinno (220 voti) che da Nardò ha ricevuto anche una quota di voto proprio e d'opinione.
In ogni caso dalle indicazioni di voto Pippi Mellone avrà una "fotografia" abbastanza realistica di chi lo segue e di quanto vale ogni singolo gruppo a suo sostegno.
Che poi era quello che voleva: più che mandare a Bari un consigliere regionale (per quanto la Puglia non lo avrebbe mai oscurato) per lui era necessario contarsi in vista delle amministrative del Comune di Nardò nel 2021, l'anno prossimo.
Nel centrodestra, trascinato in basso dallo scarsissimo appeal che ha avuto in città il candidato presidente Fitto, c'è davvero poco di rilevante.
Buccoliero, passato da sinistra (stava col Pd) a destra incrementa solo di dieci voti: da 159 a 169, un risultato che deve far riflettere l'area che lo ha sostenuto e che vorrebbe partecipare con un proprio candidato sindaco alle prossime amministrative neritine. Il copertinese Vincenzo De Giorgi, passato anche lui da sinistra a destra (stava con la Puglia con Emiliano) passa da 101 a 120 voti.
Modesti i risultato dell'ex presidente della Provincia Antonio Gabellone (224) e di Saverio Congedo (166), quest'ultimo capace di prenderne 391 nel 2015. Potrebbe aver sofferto la mancanza, quest'anno, di parte dei voti del vicesindaco Oronzo Capoti. In proporzione è andato molto meglio Basile (candidato di Porto Cesareo) che ne ha presi 155. Un buon punto di partenza è Nardò, anche se probabilmente sotto le aspettative, per Paolo Pagliaro, il proprietario di TeleRama, che raggiunge 186 preferenze.
Lo zoccolo duro della Lega di Salvini a Nardò non si limita ai 167 voti per De Blasi perché la lista Lega, nel suo complesso, prende ben 685 voti. Si tratta, dunque, di un profondo voto di opinione e il risultato non appare trascurabile soprattutto per un motivo: la Lega, in città, è rappresentata da un gruppo di maggioranza del sindaco Mellone, capitanato da Cesare Dell'Angelo Custode. Potrebbe essere questo l'unico dente che duole al primo cittadino di Nardò.
















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