NARDO' - No, non è facile ironia. Non è ironia utilizzare il nome di una lista di centrodestra, la Puglia prima di tutto, risalente ai tempi in cui Fitto era veramente in auge. E capirete presto perché.
Chi è oggi Emiliano. Che cosa gli chiederanno i sopravvissuti neritini del Pd
Partiamo da un presupposto: Michele Emiliano oggi è un uomo potentissimo. In grado anche di presentarsi nuovamente sullo scenario nazionale del suo partito, il Pd, ed approfittare del fatto che la sinistra sia spaccata a causa di Renzi e Calenda. Lui si presenta come uno che "va oltre" anche grazie ai suoi accordi eretici. E presenterà il conto, statene certi.
Il Partito Democratico di Nardò, in queste ore, è davanti ad un dilemma. L'elettorato dem, infatti, in parte non ha capito perché avrebbe dovuto votare Fitto o Scalfarotto in presenza di un "suo" presidente. Ci sono anche alcuni "pontieri" da sempre propensi a stipulare accordi, anche di sola non belligeranza, con Mellone.
Qualche esponente Pd sta facendo anche timidi passi perso il governatore. "Se ci siamo noi perché il presidente dovrebbe preferire Mellone?" è quello che si sente dire anche in ambienti progressisti. "Michele farà una scelta e metterà Mellone in riga spiegando che ci siamo anche noi", è un'altra frase ricorrente. Del resto c'è chi lo ha votato senza esitazione: è normale che ora si chieda una chiarimento al potentissimo governatore. Ma non tutti sanno ancora del comodino: i piddini neritini oggi rappresentano solo il terzo incomodo.
Cosa farà Emiliano
Insomma, basta esaminare i fatti accaduti. Emiliano si è preso i voti del Pd e della sinistra di Nardò. Una buona parte. Ma si è preso anche quasi tutti, TUTTI, i voti dell'area di Mellone. Quelli che erano di Saverio Congedo, di Felice Lecciso, di Cristian Casili, cui disse di averne ceduti 600. Per quale motivo oggi Emiliano dovrebbe prendere le distanze da Mellone o ricucire i rapporti con alcuni esponenti del Pd? Si è preso comunque i voti di quell'elettorato di sinistra. Comunque, senza nemmeno chiederli.
Secondo punto: gratificando Mellone, Emiliano darà l'esempio. Lo darà a decine di Melloni in giro per la Puglia a per l'Italia. Con lui, sarà l'esemplificazione di questo ragionamento, non ci sono porte chiuse. Ognuno, pur provenendo da esperienze politiche diverse e persino divergenti, potrà essere imbarcato, diventare amico del presidente ed esserne gratificato. Pensate un sindaco di un paesucolo come si sentirebbe, anche solo a poterlo chiamare per nome: pronto Michele? E Michele c'è. Con un rotolo di asfalto per la strada dissestata.
Conclusione Pippo-Emiliana
Nell'ambiente vicino a Mellone si dice che venerdì il presidente sarà qui per ringraziare Nardò. In pubblico comizio in piazza Salandra. E che, in quella sede, annuncerà di voler dare un prestigioso incarico a Giulia Puglia che non è risultata eletta. Questi erano i patti. C'è chi parla di un assessorato regionale. Chi dice che è troppo. E che comunque arriverà un importante incarico.
Del resto Michele, lo abbiamo detto in testa, è potentissimo. Ancor di più ora che nel leccese ha un esercito di new entry che gli devono molto o tutto mentre i consiglieri "scafati" sono entrati per il rotto della cuffia, vedi Blasi. E molti altri, quelli che potevano dargli filo da torcere, sono rimasti a casa.
Per cui, amici del Pd che tenterete di spiegare ad Emiliano che a Nardò ci siete anche voi, non meravigliatevi se oggi, sul comodino di Michele c'è la foto di Pippi.
Non sarà facile fargliela rimettere nel cassetto. A voi resterà la gioia di aver votato il vostro presidente. Non è cosa da poco.
















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