NARDO' - Il presidente della Ragione Puglia si candiderà al ruolo di parlamentare europeo. Ecco che cosa succederà dopo, "a catena".
Emiliano ha deciso. Con il centrosinistra in disgrazia a livello nazionale le prospettive di diventare ministro sono svanite come neve al sole. Così proverà ad essere eltto europarlamentare. Si è votato nel 2019 per cui il rinnovo è previsto nella primavera del 2024. Ragionevolmente Michele Emiliano farà la campagna elettorale, già nell'inverno del 2024, da presidente.
L'articolo 122 della Costituzione parla chiaro: nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo.
Il governatore, dunque, si dimetterà se eletto. Ma l'elezione è data per possibile. Con altissime possibilità.
Che cosa farà, a quel punto, Pippi Mellone che di Emiliano non è più né amico e nemmeno alleato?
Il Consiglio comunale di Nardò è in carica dall'ottobre 2021.
Pippi Mellone - che ormai, è chiaro, è assistito dalla buona stella - si candiedrà sicuramente alle elezioni per il Consiglio regionale che potrebbero essere celebrate subito dopo le europee, persino nell'autunno del 2024.
Ovviamente è una fola che abbia rinunciato volontariamente a candidarsi al Parlamento italiano: semplicemente non era pronto, non c'era posto e non gli conveniva. Tutte e tre le cose.
Diventare consigliere regionale, invece, è sicuramente alla sua portata sia per il radicamento a Nardò (dove può puntare con tranquillità a 8/9mila voti) che in provincia. Con 15mila voti, insomma, avrebbe il pass per consigliere regionale in tasca. E chissà se anche un incarico da assessore non possa arrivare per lui nel caso vincesse, come presidente, un uomo del centrodestra.
Non solo questo: la norma dice anche che "chi ha ricoperto per due mandati consecutivi la carica di sindaco non è, allo scadere del secondo mandato, immediatamente rieleggibile alla stessa carica, a meno che uno dei due mandati precedenti abbia avuto una durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno, per causa diversa dalle dimissioni volontarie".
Significa che se Mellone decadesse dalla carica di sindaco di Nardò entro aprile 2024 potrebbe persino (se i suoi conti per la Regione non dovessero quadrare) ricandidarsi a sindaco. La furbizia di farsi i conti il suo staff la tiene tutta.
Ragionevolmente, però, come potrebbe andare? Mellone si candiderà sicuramente alla Regione e con alta possibilità di essere eletto, a meno che non accadano cose da scatafascio.
Quando si voterà a Nardò per il rinnovo del Consiglio comunale (in abbinamento con il regionale? Vedremo) Mellone si farà forte della sua candidatura o della sua elezione a consigliere regionale per trainare la sua delfina, l'attuale vicesindaca Maria Grazia Sodero.
Questa l'ipotesi più plausibile con il "filotto" che sarebbe: Emiliano trombato all'Europarlamento, presidente di Regione del centrodestra alle elezioni successive (sia che Emiliano vada via e sia che rimanga, azzoppatissimo), Mellone consigliere regionale o persino assessore, Sodero sindaco e Gianpiero Lupo vicesindaco.
Nel mezzo una serie infinita di variabili che possono contremplare di tutto (non parliamo di eventi giudiziari ma di suoi uomini di rilievo scontenti di dover fare ancora panchina per chissà quanto tempo) ma la tenuta del gruppo Mellone sarebbe garantita dalla proiezione del suo uomo simbolo verso una Regione nella quale Fitto ministro vorrà recitare un ruolo da protagonista.
















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