NARDO' - Vi ricordate la brutta storia dei parchi pubblici della nostra Città gestiti da soggetti privati a cui il Comune di Nardò pagava le utenze di acqua, luce e gas? Se non la ricordate, vi riassumo quello che accadde.
Attraverso un’attività consiliare di controllo capillare di tutte le procedure di affidamento di gestione di beni e servizi comunali da parte del Comune di Nardò, scaturita dai fatti avvenuti nell’estate 2023 nel parco di San Gerardo che riguardarono la cacciata di un bambino dal parco da parte del gestore poiché era in corso un compleanno privato, scoprimmo che i gestori dei parchi (soggetti vicinissimi all’attuale sindaco) portavano avanti da anni le loro attività a fini di lucro con le utenze a carico della collettività. Pagando canoni ridicoli al Comune, come nel caso della gestione del parco di San Gerardo, che versa nelle casse comunali 100 euro al mese o, peggio ancora, addirittura ricevendo soldi pubblici come nel caso della Saletta di via Volta al cui gestore il Comune pagava ben 7500 euro all’anno.
Ora, dopo un anno e mezzo dalla scoperta di questa nefandezza, dopo aver scritto tre volte al segretario comunale, al dirigente dell’area finanziaria e al collegio dei revisori dei conti per pretendere che i soggetti gestori coinvolti restituissero alle casse comunali, e quindi alla comunità neretina, i soldi spesi per pagare le loro bollette, è arrivata la risposta: il Comune ha provveduto ad incassare quanto doveva per una cifra pari a 27.829 euro. Soldi delle famiglie, dei lavoratori di questa Città, di tutti quelli che ogni giorno versano sangue e sudore per non arretrarsi con il pagamento delle tasse comunali. Soldi che senza il mio intervento non sarebbero mai stati recuperati.
Questa è una storia triste da un lato e significativa dall’altro. Perché ci insegna che le battaglie giuste devono essere sempre portate avanti, ad ogni costo, contro ogni forma di prevaricazione, di arroganza, di bullismo istituzionale, di senso di onnipotenza di chi crede di essere il padrone della casa di tutti. Noi non ci fermeremo, io non mi fermerò. Mai. Fino a quando in questo Comune non tornerà ad essere centrale la trasparenza e l’imparzialità, fino a quando tutti potranno avere stesse opportunità, uguali diritti e uguali doveri senza essere differenziati tra amici e parenti di tizio o caio, fino a quando il figlio di un operaio che non va a votare perché non crede più a nessuno non sarà più scoraggiato dall’avere a che fare con il Comune di Nardò perché non è accompagnato, raccomandato o preceduto dalla telefonata di un politicante eletto per caso.
Ma oggi è una buona giornata, una giornata giusta in mezzo a tante molto meno giuste in una Città che può tornare a respirare presto un’aria nuova.
Lorenzo Siciliano, consigliere comunale PD
















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