NARDO' - La situazione è nota a tutti: il mandato popolare dato a Pippi Mellone, ormai decennale (sì, l'anno prossimo saranno dieci anni da sindaco: 2016-2026), scade nel 2027. Significa che tra poco più di un anno, nella primavera del 2027, tutti i neritini maggiorenni potranno candidarsi a sindaco. Nessuno escluso, meno che lui. Sarà l'unico neritino a non potersi ricandidare a sindaco perché la Legge non consente di fare anche il terzo mandato. A questo punto la sua carriera è ad un bivio.
L'unica speranza di continuare a fare politica con una carica elettiva con stipendio ed indennità degna di questo nome, dunque, è di candidarsi al Consiglio regionale la cui elezione è stata fissata, oggi, a domenica 23 e lunedì 24 novembre.
Che dice la norma? Che i sindaci devono dimettersi per tempo per potersi candidare come consiglieri regionali.
Mellone, dunque, deve fare questo:
- deve essersi già dimesso, da venti giorni, un mese prima del voto, quando saranno chiuse e consegnate le liste.
Se le liste saranno consegnate il 22 ottobre, dunque, per votare il 23 novembre, Mellone a quella data di ottobre dovrà già essersi dimesso da almeno venti giorni.
Questo perché le dimissioni dei sindaci possono essere revocate proprio entro venti giorni dalla data di presentazione delle stesse.
Morale, ed è la notizia che ci interessa: ragionevolmente e per stare nei tempi il sindacato di Pippi Mellone (che voglia candidarsi alla regione, come sbandierato in ogni suo messaggio degli ultime settimane) è già finito perché è opportuno che le sue dimissioni arrivino entro al fine di settembre e sicuramente entro il 2/3 ottobre. Entro i primissimi giorni di ottobre, insomma, Mellone potrebbe non essere più il sindaco di Nardò.
In questa fase, per reggere l'Amministrazione della città fino a primavera 2026, quando si voterà di nuovo, arriverà un commissario nominato dal prefetto.
Il Consiglio comunale decade e tutti i consiglieri vanno a casa.
Le nomine fiduciarie del sindaco terminano: tutti gli assessori cessano insieme al sindaco ed anche i dirigenti nominati e non vincitori di concorso vanno a casa.
Terminano anche gli incarichi fiduciari a personale componente lo staff, portavoce, addetti stampa con relativi stipendi.
Tutti i politici, sindaco compreso, diventano nuovamente "normali" cittadini e potranno entrare in Municipio e negli uffici solo come comuni cittadini.
A governare la città ci sarà un commissario prefettizio e, probabilmente, due subcommissari per aiutarlo nel compito.
C'è un'ipotesi residuale, brutta, bruttissima. Ma chi guarda al fine non starà a formalizzarsi per il sistema: i consiglieri potrebbero sfiduciarlo anche dopo il 2 ottobre e entro il 22 di ottobre. Verrebbe sfiduciato, dimissionato e sarebbe candidabile al Consiglio regionale. Ipotesi di una tristezza infinita, insomma, machiavellica e pragmatica, ma che darebbe il tempo a Mellone di restare a cavallo del Comune fino all'ultimo giorno utile.
Ovviamente Mellone potrebbe anche non dimettersi adesso ed arrivare a fine mandato, quindi alla primavera del 2027. Ma quel giorno finirebbe la sua corsa politica perché, al massimo, potrebbe candidarsi al Consiglio comunale come consigliere ma non più a sindaco della città. Magari farà il presidente del Consiglio. Ma, insomma, considerate le ambizioni (Presidente della Regione, Governatore...) sarebbe davvero poca cosa.
Ed allora la domanda è d'obbligo: dopo aver tempestato di messaggi per mesi tutti i suoi concittadini (persino ipotizzando la sua candidatura a presidente di Regione) e dopo aver addirittura indossato, da juventino, la maglia del Milan pur di sentirsi un ringhioso incontrista come Gattuso, pensiamo davvero che possa rientrare nei ranghi di "semplice" consigliere comunale?
















NARDO' - Una meravigliosa compagnia impegnata a costruire il dispositivo definitivo capace di raggiungere e superare Pippi Mellone.Questo è tutto, gente!
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