NARDO' - Possibile che la politica cittadina possa nuovamente "polarizzarsi" come nel 2016? Magari in vista delle prossime consultazioni politiche? Noi ci speriamo, anche per mettere un po' di pepe nei dibattiti tramortiti dal "partito unico".
TAGADA’ MELLONE
E’ la Lega l’ultimo (fino a quando scriviamo) approdo del sindaco Mellone che ha fatto tappezzare Nardò di manifesti con l’invito a votare il partito di Salvini.
Difficile tenere il conto dei partiti nei quali il sindaco Mellone ha piazzato la tenda nel suo inquieto percorso politico.
Pare abbia cominciato con i movimenti giovanili della destra quando il simbolo di riferimento era Alleanza Nazionale.
Foto simboliche lo immortalano, qualche anno dopo, ad affiggere manifesti elettorali per Forza Italia di Berlusconi. Quindi un nostalgico ritorno alla fiamma.
Poi si convince che bisogna “Andare Oltre” la destra e la sinistra. Dura poco. Nel 2011 si candida a sostegno del candidato del Partito Democratico. Si lascia trasportare da un innamoramento per il Pd che lo porta a sostenere il governatore del centrosinistra alle regionali del 2020 e a invitare i suoi a partecipare in massa alle primarie per eleggere il segretario nazionale del Pd.
Nel frattempo, per non scontentare nessuno, dichiara la propria vicinanza al Movimento Cinque Stelle, che però non se lo fila più di tanto.
Allora prova a resettare dieci anni di giravolte e tira fuori dal cassetto una vecchia foto che lo ritrae con i giovani di destra, nel frattempo diventati ministri.
A chi gli rinfaccia anni e anni di sostegno al Pd risponde con i video che lo riprendono in riunioni dove invita al saluto fascista.
Sempre strizzando l’occhio a Casa Pound, spiega che il suo partito è da sempre Fratelli d’Italia. Dura due settimane. Quante ne bastano a Fratelli d’Italia per chiudere a doppia mandata la porta del partito e impedirgli di metterci piede. Trova semiaperto l’uscio della Lega e si infila.
Fra un salto e l’altro resta memorabile il suo passaggio al “partito del rutto libero”. Celebre un post di Mellone su Facebook, nel quale il sindaco in un esuberante primo piano, esalta compiaciuto la poco nobile “pratica”. Felice lui, imbarazzatissimi i cittadini di Nardò.
Marcello Risi
















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