NARDO' - Doverose riflessioni sulla crisi amministrativa a Nardò.
Ieri 15 c.m. la seduta del Consiglio comunale è saltata per mancanza del numero legale. Si tratta dell’epilogo di una crisi a volte più evidente a volte meno, ma che di fatto sussiste da molto tempo. Sono più di uno, a mio modestissimo parere, i motivi di tale crisi.
I principali di essi sono rappresentati dallo scollamento più completo tra Giunta e Gruppi consiliari, tra gli stessi componenti della Giunta e da una geografia politica che ha sconvolto il quadro della maggioranza rispetto alla data di insediamento di questa consiliatura. Gli assessorati sono compartimenti a tenuta stagna dai quali si tenta di sfornare atti senza nessuna ricerca della collegialità nella programmazione e nella formulazione degli stessi.
La conseguenza di tutto ciò, comporta, la constatazione che, da un riscontro del programma elettorale sottoscritto dalle liste che hanno composto la coalizione di governo, nulla o ben poco è stato fatto. Alcuni punti programmatici, appena avviati, si sono subito arenati, ed oggi risultano incancreniti, come ad esempio l’asilo nido comunale della 167 per il quale credo che si dovrebbe aprire una vera e propria inchiesta. Questo è solo un esempio, ma sono tanti altri ancora i punti programmatici in alto mare. Mi sembra opportuno quindi dover manifestare la mia condivisione del malessere di quei consiglieri che non si ritengono soddisfatti dai risultati fino ad oggi raggiunti.
Credo inoltre che, non ci sia neanche da parte della cittadinanza di Nardò grande soddisfazione per i risultati del lavoro fino ad oggi svolto dalla Giunta. Queste sono solo mie personalissime considerazioni e non spetta a me trarne le conclusioni. Nel mondo del calcio quando in una squadra, in più di un settore qualcosa non funziona, il buon allenatore “obtorto collo” deve ricorrere alle sostituzioni o a nuovi acquisti, fermo restando che, chi già pubblicamente è uscito dalla porta, non può pensare di rientrare dalla finestra.
Queste mie riflessioni ed esternazioni ritengo di avere il diritto e dovere di farle pubblicamente, essendo stato tra i principali artefici della costituzione di questa coalizione di governo cittadino.
Il consigliere provinciale
Giovanni Siciliano
















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