GALATONE - Centrale a biomasse, sì o no? Il team di esperti, chiamato in supporto alla commissione di controllo e garanzia per valutare le regolarità e i rischi della centrale a biomasse, presenterà il «conto» oggi, alle ore 10, nel consiglio comunale presso l’atrio esterno del Palazzo Marchesale a Galatone.
Il comitato «No Biogas» spera che tale seduta possa essere aperta per far prendere parola anche ai cittadini. Dopo un mese circa, i tecnici hanno elaborato delle relazioni, già consegnate giovedì, alla presenza del sindaco, Livio Nisi e di altri addetti ai lavori. La squadra di esperti che ha approfondito il progetto è composto dagli ingegneri Antonio De Giorgi, Giuseppe Salvatore Presicce e Claudio Calasso che hanno curato la parte tecnica; l’avvocato Paolo Gaballo ha analizzato gli aspetti procedurali e legali; l’agronomo Cristian Casili ha dato un giudizio come esperto di suoli.
E sulle conclusioni sono trapelate delle indiscrezioni, secondo cui è richiesta la necessità di una conferenza dei servizi, dove si rimetterebbe in discussione tutto l’iter procedurale. Secondo l’ingegnere De Giorgi, inoltre, s’intravedono luci e ombre: «Si tratta di impianti relativamente nuovi che mancano di esperienze applicative. Non mancano le criticità ed è bene inquadrare la situazione a livello di pianificazione energetica e di impatto ambientale».
Un modo dunque, per rendere nota l’esperienza di Galatone e per far aprire gli occhi ad altre realtà locali. A tal proposito, l’agronomo Casili esprime «un parere assolutamente negativo» in quanto il funzionamento di un impianto di biogas tra Galatone e Nardò «potrebbe creare paradigmi contro le politiche di promozione del territorio».
E precisa: «Tale impianto altera gli assetti agroecosistemici ed economici. Non favorisce infatti, le biodiversità che verrebbero soppiantate da monocolture, tra l’altro idrovore ed energivore con il rischio di salinizzare la falda e depauperare il suolo».
















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