NARDO' - Beh, stavolta Andare Oltre ci dà una gran bella notizia. Molti ricorderanno, infatti, la rubrica "Via col Vento" di questo portale (di cui vi facciamo vedere il vecchio loghetto-invito con il quale portadiMare introduceva qualsiasi commento o presa di posizione rispetto ad un problema che ci pareva, all'epoca, degno della massima attenzione) che dell'eolico aveva fatto il proprio filo conduttore. Chi vi scrive si beccò, da parte di una delle società interessate all'insediamento delle pale in zona Corsari-Villaggio Resta ben cinque pagine a colori sui maggiori quotidiani pugliesi (compresa la Gazzetta del Mezzogiorno...) che la società stessa comprò per smentire le tesi portate avanti dal sottoscritto. Mai soldi furono spesi meglio: la stampa va sempre aiutata!
Per la cronaca diciamo che questi della NextWind non erano i progetti "peggiori" tra quelli destinati alla zona di Nardò. Se la memoria non ci inganna, infatti, le pale erano previste nella zona industriale. In ogni caso riteniamo che l'espansione di questa tecnologia sia stata eccessiva, in Puglia, ed abbia saturato necessità ed anche l'orizzonte. Va bene così, insomma, ed ora che si pensi pure alla proliferazione selvaggia del fotovoltaico.
Adesso dodetevi la nota integrale di Andare Oltre.
Apprendiamo dai mezzi d'informazione dello stop deciso dalla Regione Puglia a 17 progetti per insediamenti di impianti eolici con 20 comuni salentini coinvolti. Tra questi anche Nardò, presente in due progetti per 22 pale complessive e 66 megawatt di produzione prevista.
Nel Salento erano previste 186 torri per un costo di realizzazione di 558 milioni di euro. Ogni pala sarebbe costata tra i 2 milioni e mezzo e i 3 milioni di euro. Una selva di tralicci alti 100 metri e di 90 metri di diametro. Veri e propri mostri, insomma. Mostri che avevano trovato la ferrea opposizione oltre che delle associazioni ambientaliste anche degli amministratori più avveduti come il sindaco di Corigliano d'Otranto, Ada Fiore. I progetti presentati nel 2007 da Nextwind poi ceduti a Etirya hanno ricevuto il diniego da parte del dirigente regionale del settore Energia e reti energetiche dandone notizia ai comuni interessati.
Peccato che a Nardò se ne sia saputo poco o nulla e che l'Amministrazione, come al solito, non abbia dato comunicazione alcuna al Consiglio e alla Città tutta. Una vittoria per gli ambientalisti che in quegli anni condussero una battaglia serrata contro gli insediamenti selvaggi "monster", ovvero quelli previsti in aree di pregio, e che oggi possono finalmente cantare vittoria e gridare allo scampato pericolo.
Pippi Mellone
Consigliere comunale
Comunità Militante
Andare Oltre
















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