NARDÒ - La durissima controreplica a Giuseppe Spano del consigliere provinciale del Pdl Mino Frasca sulla questione dell’assunzione alla farmacia comunale. “Una risposta sconclusionata come quella che arriva da Giuseppe Spano mi convince definitivamente a chiederne le dimissioni e ad attivarmi per sottoporre all’attenzione degli organi competenti la documentazione relativa all’assunzione alla farmacia comunale”. Questa la controreplica durissima del consigliere provinciale del Pdl Mino Frasca all’intervento con cui il presidente della società che gestisce la farmacia comunale di Nardò Giuseppe Spano si è fatto sentire dopo le numerose sollecitazioni alla chiarezza sull’assunzione di una unità lavorativa alla farmacia comunale.
“Intanto - continua Frasca - dal sottoscritto e prima ancora dal presidente della commissione di Controllo e Garanzia Alessandro Presta, è giunta una richiesta molto chiara che esigeva una spiegazione tecnica e procedurale, non una risposta che è politica quando confonde la mia legittima pretesa con una mossa da campagna elettorale ed è anche fuori luogo quando inopportunamente valuta come <evitabile> la convocazione della commissione. Svolga il ruolo che la sua maggioranza gli ha elargito come ricompensa della mancata elezione e cerchi di farlo nel migliore dei modi, visto che non ci sembra affatto in grado di farlo.
Sono stato molto attento, nel momento in cui ho chiesto trasparenza a Spano, a spiegare che non è in discussione l’utilissimo servizio svolto dalla farmacia ed in particolare il servizio dei farmaci a domicilio, ma che mi sembrava questione diversa quella di pretendere che una postazione lavorativa nell’ambito di una società partecipata dal Comune per il 51% (e quindi pagata con soldi pubblici) fosse assegnata con selezione pubblica e criteri meritocratici e non a discrezione di Giuseppe Spano e per giunta quasi di nascosto. Prima dello Statuto e del Regolamento, ci sono le leggi dello Stato. Il comma 2 bis dell’art. 18 del decreto legge n. 112 del 2008 stabilisce che i divieti e le limitazioni alle assunzioni di personale a carico dell’amministrazione pubblica controllante, si applicano anche alla società controllata. Quindi, non potendo il Comune di Nardò procedere a incrementi di personale per le note vicende del patto di stabilità, è chiaro che il divieto si estende anche alla Nardofarma s.r.l. Se questo non bastasse, ricordo ancora che l’art. 35 del Testo Unico sul Pubblico Impiego fissa limpidamente i criteri per il reclutamento del personale all’interno delle società a partecipazione pubblica, cioè pubblicità della procedura di selezione, imparzialità della selezione, adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti per la verifica del possesso dei requisiti attitudinali e professionali. Mi pare che la Nardofarma sia abbondantemente fuori da questa normativa.
L’assunzione è semplicemente illegittima - conclude Mino Frasca - e per questa evidente incapacità gestionale Spano deve dimettersi. Quanto a responsabilità di altro tipo, saranno gli organi competenti a valutare”.
















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