NARDÒ - Ci scrive l'opposizione consiliare: "Abbiamo atteso qualche giorno dall’approvazione in Consiglio di alcuni debiti fuori bilancio per esprimere alcuni concetti che riteniamo fondamentale porre all’attenzione dell’opinione pubblica".
Il sindaco si è presentato in queste ore come il “salvatore della Patria” e colui che ha pagato i debiti fuori bilancio. Gli ricordiamo però, se gli fosse sfuggito, che lo ha fatto coi soldi pubblici, attingendo a piene mani dalle casse comunali e non da suoi fondi privati. In seconda battuta è necessario che tutti sappiano che, a tutt'oggi, nessuna responsabilità è stata accertata nel merito di alcuni debiti nella cui formazione Lui stesso ha ammesso esserci “illegittimità” legate al passato. E siamo quasi a metà mandato del consiglio e per un ex vicesindaco (2002-2007) non è esattamente il massimo.
Quanto alla mancata formazione degli ormai famigerati elenchi da inviare al Ministero dell’Economia e delle Finanze da parte dell’Ufficio comunale competente, il sindaco, nel tentativo di salvare l’operato del suo dirigente, oltrepassa la decenza. Le dichiarazioni a mezzo stampa con cui Risi definisce il Comune di Nardò come virtuoso sono ai limiti della comicità politica. Un moderno “oste” che afferma che ”il vino è buono”. Nei suddetti elenchi, e speriamo che stavolta abbia la pazienza di documentarsi senza credere alle interpretazioni superficiali di chi lo attornia, potevano essere inseriti anche i debiti fuori bilancio di cui sopra, se approvati nei termini di legge e cioè entro il 30 di settembre, o, in extrema ratio entro l'assestamento generale di bilancio!
I debiti approvati in queste ore, intanto, grazie alla cecità degli amministratori, andranno a gravare interamente sul Patto di Stabilità per quest’anno. Se il Comune avesse formato adeguatamente e per tempo gli elenchi, e li avesse tempestivamente inviati, i debiti pagati coi soldi della Cassa Depositi e prestiti sarebbero stati spalmati e restituiti nei prossimi 30 anni e non sul singolo esercizio 2013! Modalità utilizzata a piene mani da altri Comuni, come Lecce (24 milioni di euro incassati), che hanno la fortuna di avere sindaci che non hanno l’ardire di definirsi “oste-virtuosi”!
Se, invece di preoccuparsi di difendere a spada tratta la sua dirigente (che sembra essersi adeguata a pieno allo storico andazzo dirigenziale neretino), attaccando l’opposizione che ha il coraggio di pungolare e svolgere il suo ruolo, come fatto dal Consigliere Capoti nell'ultimo consiglio comunale, si fosse documentato meglio, avrebbe accertato che ci sono state quelle che, a nostro avviso, sono vere e prorpie negligenze di cui il nostro Comune pagherà a breve il conto.
Per Risi evidentemente l’importante era difendere la dirigente ed il suo operato anche quando impediva ai sottoscritti consiglieri comunali di attingere ad atti e documenti entro 72 ore, come la legge, numerose sentenze e perfino il buonsenso (questo sconosciuto!) prescrivono.
Meglio ancora sarebbe stato se avesse letto il recente D.L. 33/2013 che consente anche ai privati cittadini di accedere agli atti amministrativi senza nemmeno essere portatori di specifici interessi! Intanto negli uffici neritini ci trattano come se fossimo consiglieri del comune di Sannicola, per citarne uno a noi vicino, e non di quello “virtuoso” (si fa per dire!) di Nardò! Un’aberrazione antidemocratica di cui chiederemo conto nelle sedi opportune a tutela dei numerosi cittadini che ci onoriamo di rappresentare. Il tempo è galantuomo e gli esempi dei Comuni limitrofi sono lì a dimostrarlo. La Corte dei Conti e gli organismi deputati faranno il loro corso. Ai posteri ( o magari a qualche generazione più vicina) l’ardua sentenza…
Pippi Mellone (foto a destra)
Consigliere comunale Comunità Militante Andare Oltre
Oronzo Capoti (foto a sinistra)
Consigliere comunale Nuovocorso per Nardò
















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