NARDO' - L'Amministrazione comunale stanzia 41mila euro per allestire un campo d'accoglienza per i lavoratori delle angurie in regola. I più conservatori si scagliano contro il sindaco perché ritengono che questo denaro debba essere speso dai datori di lavoro nel campo dell'agricoltura che si fanno i milioni grazie a questa attività; i più progressisti si scagliano contro il sindaco perché considerano questo un "recinto" nel quale rinchiudere i lavoratori e nasconderli alla vista. Se facciamo una media probabilmente il sindaco ha fatto la cosa giusta.
Abbiamo appreso dal sindaco Risi e dagli organi di stampa, che è stata predisposta l’accoglienza estiva dei migranti, braccianti stagionali, che da qualche tempo ormai stazionano nel nostro territorio.
Le nostre aspettative sono state del disattese, poiché come al solito l’amministrazione comunale, nonostante la nostra tempestiva, incalzante e costante sollecitazione, non ha programmato alcuna pianificazione, optando per una improvvisata, costosa, quanto inutile operazione d’immagine.
Si è preferito, infatti, investire denaro pubblico, somme che peraltro dovrebbero essere totalmente a carico dei datori, per allestire un “recinto” distante diversi chilometri dai centri abitati di Nardò, S. Isidoro e Copertino, immerso nel nostro entroterra, totalmente isolato da qualsiasi servizio e di proprietà privata, piuttosto che utilizzare immobili e terreni di proprietà comunale, come la Masseria Boncuri, perché luogo simbolo delle lotte e delle rivendicazioni lavorative dei migranti.
Ai nostri occhi questa operazione appare volta a celare le vere condizioni di vita e di sfruttamento dei lavoratori stagionali.
Infatti, mentre Boncuri, proprio perché visibile e fruibile da operatori, volontari, associazioni, sindacati e giornalisti, creava livelli di emersione e quindi rivendicazioni, oggi si tenta di tenere quanto più nascosto possibile l’intero fenomeno, deputando come centro d’accoglienza della città quest’area fantasma situata in località “Scianne”.
Dai nostri colloqui quotidiani con i migranti emerge l’assoluta impossibilità degli stessi a recarsi e rinchiudersi in un luogo così mal posto e distante da ogni centro abitato, atteso che i più non hanno alcun mezzo di trasporto, e quindi, nessuna reale e concreta possibilità di acquistare e preparare del cibo o recarsi alla mensa messa a disposizione dalla Caritas.
La realtà dei fatti è ben diversa e distante dalle trionfalistiche dichiarazioni di taluni Assessori e Consiglieri comunali.
I migranti ,infatti, ad oggi , stazionano da più di un mese all’interno di una ex falegnameria pericolante, nell’uliveto adiacente e in numerosi casolari diroccati disperi nelle campagne tra Nardò e Copertino.
Al di là del nostro profondo sconcerto, non smetteremo di incalzare l’amministrazione comunale , di cui pur facciamo parte, che sempre di più si caratterizza come corporativa e conservatrice, incapace di trovare soluzioni innovative e lungimiranti, affinchè si possa finalmente predisporre un vero piano di accoglienza e integrazione, privilegiando nell’interlocuzione non solo i datori, ma le realtà associative e le figure competenti presenti sul nostro territorio, al fine di trasformare l’emergenza cronica, che insiste da più di vent’anni, in un vero modello di convivenza, oltre che di accoglienza, da esportare e di cui andare fieri, anziché vergognarsene.
Circolo “ noveaprile”
Sinistra Ecologia Libertà
















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