NARDO' - Non avevamo dubbi che sarebbe finita così. Sel si spacca dolorosamente perché qualcuno si schiera con l'assessore Vincenzo Renna che, com'è noto, non è uno che le manda a dire. In genere la diplomazia in Sel non è pratica quotidiana perché i confronti sono duri e franchi per cui anche gli scontri, quando ci sono, sono cruenti. Ora, però, è tempo di un bilancio di metà mandato: come ne esce il partito?
Se questa non e' schizofrenia?
Appena venti giorni fa il circolo Sel noveaprile di Nardo' inviava ai giornali on line una nota al "vetriolo" dal titolo "il bivio", in questa nota si leggeva:
"Noi di Sel abbiamo sottoscritto un patto serio sereno con la maggioranza e soprattutto con la comunità, presentandoci davanti agli elettori di Nardò con un programma e con impegni seri e trasparenti, che sono passati dalla sottoscrizione di un codice etico di tutti i candidati e di un programma, pieno di obiettivi da raggiungere con impegno e forza di volontà."
A proposito dell'assessore Renna di cui molti esponenti della maggioranza reclamavano le dimissioni il Circolo affermava tra l'altro:
"Ben presto, si è guadagnato sul campo la nomina di assessore a KM0 e non ha mai risparmiato alcuno sforzo, andando a prendere a piene mani del suo bagaglio tecnico e professionale per servire la comunità di cui è parte, contribuendo e consentendo, alcune volte riuscendoci, come nel caso del bando "scellerato" di Porto Selvaggio, di revocare scelte sbagliate, ed in altri casi non riuscendovi, come nel caso della mancata costituzione di parte civile, da parte del Comune, nel processo SABR."
Ed ancora: "Non riteniamo che ci siano errori o fatti negativi imputabili all’assessore Renna, che, tra le altre cose, ha avuto il merito di anticipare atti deliberativi sulla trasparenza, che l’hanno portato senza alcun dubbio a pubblicare le sue note curricolari e reddituali a differenza di tutti gli altri, ancor prima che vi fosse la formalizzazione di un obbligo a procedere a tanto."
Col senno di poi, alla luce delle dichiarazioni contenute nella mozione di sfiducia appare inquietante, quasi frutto di dissociazione mentale la domanda finale di questo periodo: "
A ridosso del perfezionamento della procedura di gara, fortemente voluta e progettata proprio dall’assessore Renna, sull’efficientamento energetico, che proietterà Nardò nella modernità delle smart city, città innovative ed energeticamente risparmiose anziché esprimergli un plauso ed un incoraggiamento, questa Giunta si priva di questa risorsa così importante. Cui prodest? A chi giova?"
Quelli che oggi chiedono "la testa" di Renna il 26 giugno, davanti all'ipotesi dell'estromissione dell'assessore, allora gradito, concludevano la loro nota con questa affermazione dal sapore di avvertimento: "Lei sindaco rischia con tale scelta di tradire quell’elettorato, che si è schierato dalla parte sua proprio per la presenza di SEL nella maggioranza, non già e non solo quale bandiera fine a se stessa, ma quale compendio di valori e di esperienze che, con grandi sforzi, Le hanno consentito di caratterizzare la Giunta della città di Nardò come una giunta di centro sinistra, senza di noi non sarà più così e non ci venga a parlare di lealtà politica, perché la lealtà, come la buona politica, si pratica e non si predica."
La buona politica si pratica e non si predica diceva il circolo nove aprile di sel e dopo pochi giorni inspiegabilmente si rimangia il pensiero positivo sul proprio esponente politico, gettandogli fango ...
Se questa e' lealta' o buona politica, sara' compito dei dirigenti politici del partito di Sel riconoscerlo, ci sono piu' di 2/3 del partito che non si riconosce in una classe dirigente del circolo autoreferenziale, elitaria, rancorosa ed antagonista che al contrario si riconosce nell'operato di Vincenzo Renna.
Firmato Graziano Mandolfo
















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