NARDO' - L’estate che si sta concludendo ha messo in luce ulteriormente, ove ve ne fosse stata necessità, le carenze del servizio sanitario locale: il flusso elevato di turisti ha congestionato fino all’inverosimile la rete ospedaliera mandandola letteralmente in tilt.
Chi vive quotidianamente la realtà sanitaria deve confrontarsi, o meglio scontrarsi costantemente con una penuria di risorse, umane, infrastrutturali e economiche che ha superato i limiti della decenza. In questa situazione l’aggravio turistico ha rappresentato un fattore difficilmente gestibile, nonostante l’impegno e l’abnegazione degli operatori.
I piani di riordino che si sono susseguiti, hanno via via impoverito la sanità di questo territorio, privando Nardò dell’Ospedale “San Giuseppe Sambiasi”, ormai mero contenitore vuoto.
In quest’ottica, la convocazione per venerdì prossimo di un tavolo per la firma del protocollo inerente la riconversione del nosocomio neritino, appare l’ennesima puntata della farsa politico-istituzionale inscenata attorno alle ceneri del “San Giuseppe Sambiasi”.
Sul punto le promesse elettorali si sono sprecate in questi anni, il Presidente Vendola è riuscito anche a vincere un’elezione regionale cavalcando l’onda dell’indignazione emotiva seguita al piano di riordino attuato dall’allora Presidente Fitto, per poi fare di più e di peggio nella direzione dello smembramento e della deprivazione di servizi nei confronti di questo territorio.
E neppure la contiguità politica dell’amministrazione Risi con la giunta Vendola, le pacche sulle spalle e le rassicurazioni sono servite a fermare lo scempio operato nei confronti del “San Giuseppe Sambiasi”. Sul punto Risi & Co. hanno dato prova di tutta la loro insipienza istituzionale e marginalità politica, nel non essere riusciti a ottenere alcunché da una amministrazione regionale, almeno sulla carta, amica; con disprezzo hanno sempre rifiutato qualunque forma di collaborazione, procedendo con arroganza senza alcuna forma di coinvolgimento della cittadinanza e dei suoi rappresentati in consiglio comunale e delle forze sociali e sindacali presenti .
Ecco perché non si può avere fiducia in un protocollo d’intesa che, calato dall’alto, non coinvolge il territorio e la cui firma rappresenterà nient’altro che una passerella e nulla più. Questo perché manca alla base una linea programmatica: la riconversione non può prescindere dalla disponibilità di risorse economiche e da una modifica dell’approccio alla sanità territoriale, ottenuta mediante il coinvolgimento e l’educazione dalla cittadinanza, e creando una rete di servizi sanitari presenti sul territorio, a partire dal coinvolgimento dei medici di base e di tutte le strutture presenti.
Di fronte alla totale penuria di mezzi e risorse , invece, si viaggia nell’incertezza più assoluta, mancando anche una forma di gestione manageriale delle poche risorse, umane e infrastrutturali, a disposizione. Queste sono le rimostranze che vorremmo fossero poste all’attenzione del Presidente Vendola, anziché chinare la testa di fronte a scelte così importanti, senza alcun coinvolgimento del consiglio comunale, informato solo per una presa d’atto e della cittadinanza tutta.
Oronzo Capoti
Consigliere Comunale Nuovocorso per Nardò
















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