NARDO' - La firma il commissario del circolo Nove aprile, Danilo Scorrano. Il sindaco Risi incrocia le dita: almeno Sel sarà dalla sua parte in questo frangente?
La riconversione dell’ ospedale di Nardò è il frutto di un riordino ospedaliero necessario, che sta investendo tutte le regioni italiane, diventato obbligato e improcrastinabile, dopo l’imposizione di un assurdo piano di rientro da parte del governo nazionale (Berlusconi – Fitto), quindi andare ora ad addossare responsabilità ai governanti di turno suona quanto meno poco rispettoso ed è intellettualmente disonesto.
Il sistema così come concepito dalle politiche locali e clientelari degli anni passati, che passava dalla logica “ad ogni comune un ospedale”, è inefficace, antieconomico e spesso produce scarso livello di assistenza, proprio come è successo per l’ospedale di Nardò che ne ha fatto le spese, a causa di una scarsa attenzione da parte di amministratori locali e funzionari ed ad una politica sanitaria scellerata (di vecchia data) che avevano già ridotto il “Sambiasi| ad essere il fantasma di se stesso.
La riconversione dell’ospedale di Nardò va nella direzione di una sanità più efficiente che passa essenzialmente da una deospedalizzazione, potenziando invece una organizzazione di sevizi territoriali che rispondano con efficienza, professionalità ed immediatezza ad una serie di richieste di tipo sanitario, anche perché aumentano le patologie croniche che spesso non richiedono il ricovero ospedaliero.
Il protocollo d’intesa siglato dal Comune di Nardò e dalla regione Puglia prevede che a Nardò ci sia una struttura territoriale con Poliambulatorio di III livello in linea con il Piano Regionale della Salute, gestito dal Distretto Socio Sanitario di Nardò con l’attivazione di 26 branche specialistiche (alcune già attive), di 11 unità operative ed altri servizi che risponderanno alle esigenze della popolazione di Nardò e dei paesi limitrofi garantendo assistenza adeguata e qualificata per un bacino di utenza di 150.000 unità che aumenta nel periodo estivo (rispetto alle 32.000 precedenti).
Il Circolo SEL “noveaprile” di Nardò ritiene le polemiche sul protocollo di intesa tra regione e Comune per la riconversione dell’ospedale di Nardò, da parte di alcune forze politiche locali pretestuose e strumentali.
Riteniamo che “sparare” sugli amministratori locali e regionali del momento non serva a nulla, se non per darsi una minima visibilità politica facendosi paladini di qualcosa che non potrà più essere, e che non c’è più per responsabilità diffuse e remote.
Auspichiamo invece che le forze politiche e sociali, le associazioni assumano tutte insieme l’impegno di vigilare, affinchè alla firma del protocollo seguano i fatti, ed i propositi sottoscritti diventino realtà nel più breve tempo possibile.
Il Circolo SEL “noveaprile” di Nardò, che in passato tanto si è speso per acquisire questo notevole risultato, da parte sua, sarà in campo per assicurare alla città attraverso una azione di controllo, il rispetto degli impegni presi ed una conseguente risposta di qualità alle esigenze sanitarie e sociali della popolazione.
















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