NARDO' - In queste ore qualche polemica sta accompagnando l'esecuzione di un progetto di rinaturalizzazione dell'area umida di interesse comunitario della Palude del Capitano ricompresa nel Parco Naturale di Portoselvaggio - Palude del Capitano.
Infatti, passando dal sito naturalistico di cui parliamo, non si può non notare la realizzazione di una recinzione composta da pali in legno a sostegno di filo spinato. Questo, per impedire che pressioni antropiche esterne possano interferire con l'attecchimento delle specie vegetali autoctone che dovranno essere impiantate al fine di favorire il processo di rinaturalizzazione previsto dal progetto in questione.
Un progetto virtuoso - dunque- finanziato con 350.000 euro dati dalla Regione Puglia, nel lontano 2008, al Comune di Nardò quale Ente di Gestione del Parco, in partenariato con il Comune di Taranto per l'Area Protetta di "Palude la Vela".
In pratica, il "naturale" prosieguo delle azioni di tutela, salvaguardia e valorizzazione della Palude del Capitano iniziate grazie alle risorse economiche comunitarie ottenute con l'Interreg Italia - Grecia con cui, lo ricordiamo, sono state acquisite numerose zone di quel lembo di area protetta.
È stato anche recintato il sito con muri a secco per impedire l'accesso ai mezzi motorizzati che stavano depauperando un salicornieto eccezionale ed emergenze contenute nella lista rossa nazionale come il sarcopoterium spinosum comunemente detto "spinaporci" e si è provveduto alla realizzazione di un parcheggio in località Frascone ed alla ristrutturazione della "Casa del Capitano".
Per tali motivi, è un vero peccato che queste misure positive vengano in parte "offuscate" dalle critiche per la scelta, a nostro avviso discutibile, di utilizzare filo spinato, scelta effettuata dall'esperto incaricato nel 2010 di individuare le specie vegetali da impiantare e gli opportuni metodi di protezione delle stesse.
Ebbene sindaco, per quanto sopra, riteniamo auspicabile che Lei si attivi per far sostituire tale pericoloso mezzo di dissuasione con una rete metallica. In questo modo si eviterebbero possibili contenziosi che potrebbero sorgere da eventuali danni che il filo spinato potrebbe causare, ottenendo comunque l'obiettivo di protezione delle nuove piante e non solo.
Noi x Nardò
Mino Natalizio - coordinatore
Paolo Maccagnano - consigliere comunale
















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