NARDO' - Ed alla fine il progetto sul mega porto Turistico a S. Isidoro proposto dalla Società Porto Nereo s.r.l. è "approdato" ufficialmente nelle stanze di Palazzo Personè.
Eppure, nei mesi scorsi quando si cominciò a parlare del faraonico progetto vi fu un interessante intervento congiunto di due noti ambientalisti neritini, Raffaele Onorato e Mino Natalizio, che a nostro avviso rispecchia l'idea di Porto che vogliamo per S.Isidoro.
Lo ricordiamo per chi ha la memoria corta: "Favorevoli all'idea di uno o due porti turistici (partendo dallo studio di fattibilità redatto dall'Università del Salento) a bassissimo impatto ambientale lungo la “sconfinata” costa neretina - scrissero Onorato e Natalizio - ma contrari a faraonici progetti di strutture come quello illustrato nei giorni scorsi a Palazzo Personè.
Se vogliamo un turismo di qualità sul nostro territorio (che ha tutte le potenzialità per poterlo avere), oltre alla valorizzazione dei siti naturalistici come il parco di Portoselvaggio e Palude del Capitano che restano “intoccabili”, dobbiamo assolutamente realizzare le strutture ricettive, stando attenti, però, a non danneggiare quelle che sono le vere attrattive della nostra terra: siti archeologici e naturalistici più unici che rari.
Si dovrà fare in modo, inoltre, che le strutture possano essere realizzate da imprese e maestranze locali e non dai "soliti" megacolonizzatori stranieri, che sul nostro territorio lasciano economicamente solo le briciole e, paesaggisticamente, brutture e distruzione. Ci chiediamo, infatti, a cosa serva un mega porto se poi la richiesta di posti barca è crollata di quasi il 50%. Questo, senza contare che per realizzare una simile infrastruttura sarebbe necessario modificare il Decreto istitutivo dell'Area Marina Protetta di Porto Cesareo e Nardò visto che lo stesso vieta categoricamente tali interventi.
Circostanza, questa, il cui avverarsi non è affatto scontato visto che chi scrive, avendo partecipato a numerosi incontri al Ministero dell'Ambiente in occasione della richiesta di ampliamento dell'Area Marina Protetta, sa bene quanto ciò sia difficile se non impossibile per progetti così impattanti. Allora concentriamoci su proposte fattibili e praticabili sotto il profilo della sostenibilità ambientale e non solo, in questo modo siamo certi che Nardò potrà avere i suoi "posti barca" e lo sviluppo turistico che merita".
Ci chiediamo caro sindaco come mai tali appelli, assolutamente ragionevoli, sembrano sempre cadere nel vuoto. D'altro canto il suo assessore all'ambiente che (s)parla di lottizzazioni (almeno a parole), non sembra contrario ad una delle colate di cemento più devastanti che il territorio, mare (protetto dall'AMP) compreso, subirebbero se il progetto fosse attuato: (Maglio...Maglio...).
Intanto, il nostro consigliere di amministrazione dell'AMP Mino Natalizio, ci ha fatto sapere di aver inoltrato una richiesta di chiarimenti al Presidente dell'AMP per verificare se siano state richieste al Consorzio dell'AMP le necessarie autorizzazioni per effettuare le indagini e prospezioni riportate nel progetto in questione, ricadendo l'intervento in una zona ricompresa nella stessa AMP.
In ogni caso, questo è solo l'inizio di una battaglia che condurremo contro quello che noi consideriamo un eco - mostro che "segnerebbe" per sempre il nostro territorio con buona pace del Piano Paesaggistico della brava Assessore Barbanente.
Pippi Mellone - consigliere comunale Andare Oltre
Paolo Maccagnano - consigliere comunale Noi x Nardò
















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