NARDO' - In relazione a recenti prese di posizione riguardanti il bilancio 2013 del Comune di Nardò, riteniamo opportuno svolgere alcune considerazioni ed evidenziare lampanti dati di fatto che possono consentire ai nostri concittadini di conoscere la verità su questioni importanti e di prendere visione delle cifre effettive riguardanti le imposte comunali.
E’ necessario, innanzi tutto, confermare che il fabbisogno finanziario relativo all’esercizio 2013, da coprire mediante imposizione locale, scaturisce principalmente da:
$1· Mancati trasferimenti statali per cifre molto rilevanti. A tal proposito, vale la pena di ricordare che da oltre quindici anni i trasferimenti statali sono diminuiti progressivamente sulla base di percentuali stabilite dalle varie “leggi finanziarie” annuali. Le diminuzioni progressive e la situazione di incertezza che ha caratterizzato la composizione e quindi l’azione dell’attuale governo nazionale rendono universalmente impossibile fare a meno di agire sulla fiscalità locale, come hanno dichiarato di recente vari esponenti nazionali dell’ANCI di ogni appartenenza politica.
$1· Debiti fuori bilancio, tutti scaturiti da precedenti amministrazioni o comunque alle stesse riferibili. In proposito va ribadito che:
1) il Commissario Straordinario, disattendendo nei fatti le norme della contabilità pubblica, sottovalutò l’azione di riconoscimento di quei debiti, nonostante gli stessi fossero già allora ben noti;
2) nel lasso di tempo in cui l’attuale amministrazione ha governato la città non si sono verificati debiti fuori bilancio riguardanti appalti, concessioni, contratti, servizi. I sospesi di tale natura rivengono dagli anni 2008, 2009, 2010 (nelle evidenze dell’elaborazione automatica dei dati contabili ci sono tracce di “rinvii” a futuri esercizi di partite della specie, finalizzati a volte espressamente a non sforare il patto di stabilità. Di tanto non è fatto cenno nelle corrispondenti relazioni dei precedenti “revisori”);
3) i debiti fuori bilancio scaturenti da sentenze dell’Autorità Giudiziaria non possono essere previsti in modo certo (la legge impone che i debiti, per essere riconosciuti debbano essere certi, liquidi ed esigibili), anche perché non si può conoscere anzi tempo l’esito della vertenza e non sempre le amministrazioni comunali sono soccombenti. Ad ogni modo, va precisato che il considerevole debito “Vergine”, originato da espropri di terreno per lavori pubblici, risale a circa 15 anni fa. Scaturì, quindi, ben prima dell’amministrazione Vaglio – Risi (2002 – 2007);
4) circa gli incarichi a legali per consulenza e patrocinio (numerosi nelle tre precedenti amministrazioni), l’attuale amministrazione rivendica la circostanza di aver fatto modesto ricorso a consulenze legali esterne. Il sindaco Risi, infatti, ha fornito, personalmente e gratuitamente, consulenze legali al Comune di Nardò, e ha anche patrocinato lo stesso – sempre gratuitamente – in alcuni giudizi.
$1· Minori accertamenti e riscossioni per importi consistenti – rispetto agli anni scorsi – di oneri di urbanizzazione, con riferimento ai volumi stimati a inizio d’anno (segnale evidente della crisi in atto).
C’è da sottolineare che questa Amministrazione ha risanato la situazione economica del Comune, devastata precedentemente sia dalla situazione debitoria di cui sopra, sia dall’inadeguatezza della dirigenza precedente del Settore Economico e Finanziario.
Ora, con un lavoro durato oltre un anno, si è riusciti finalmente a mettere ordine in quella che è stata una improbabile contabilità comunale. Il risanamento è dimostrato soprattutto:
a) dall’assenza – conseguita dall’attuale Amministrazione – di debiti nei confronti delle imprese che hanno fornito prestazioni al Comune durante questa consigliatura;
b) dalla copertura totale dei debiti fuori bilancio, compresi prudenzialmente anche quelli che potrebbero non essere riconosciuti dal Consiglio Comunale;
c) dal reperimento e dallo stanziamento dell’importo di un milione di euro necessario a cofinanziare la realizzazione della nuova area mercatale (le precedenti meritorie attività di reperimento del suolo e di progettazione erano rimaste sterilizzate dall’assenza dei fondi comunali indispensabili per ottenere gli stanziamenti europei, per poter siglare l’accordo con la Regione e per appaltare e cantierizzare i lavori). Fra non molto l’area mercatale, attesa da oltre 30 anni, sarà realtà.
Qualche esemplificazione, infine, per dare l’idea delle cifre realistiche degli “aggravi” della fiscalità comunale. Per l’addizionale comunale IRPEF, il maggior onere riguardante un reddito da lavoro (dipendente o autonomo) di 20.000 euro è pari a 3 euro mensili (per i pensionati con reddito uguale, la maggiorazione – per effetto degli arrotondamenti – sarà sempre pari a 3 euro mensili). Un pacchetto di sigarette o qualche caffè in meno: tutto qui!
Circa l’aumento dell’IMU sulle seconde case, facciamo l’esempio di un’abitazione di 7 vani e servizi. In questo caso, quindi per una seconda casa decisamente ampia e comoda, il maggiore esborso mensile sarà pari a circa 15/17 euro (ovviamente se si prendono in considerazione casette di minori dimensioni, gli importi tendono a dimezzarsi).
Ma veramente pensiamo che chi ha avuto la possibilità di realizzare una seconda casa non riesca a far fronte a maggiori esborsi obiettivamente così contenuti?
LISTA “NARDO’ PER RISI”
Il Coordinatore
Rino Giuri
















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