NARDO' - Mino Natalizio, coordinatore di "Noi per Nardò" e il consigliere comunale Paolo Maccagnano scrivono una lettera al primo cittadino, Marcello Risi riguardo la questione della depurazione.
Riportiamo di seguito la lettera.
"Caro Sindaco, abbiamo apprezzato la Sua presa di posizione nei confronti dell'Amministratore Unico dell'AQP Ing. Maselli sulla questione del collettamento dei reflui fognari di Porto Cesareo a quelli neritini che attraverso una condotta sottomarina dovrebbero avere come recapito finale il mare di Nardò.
Una presa di posizione, quella del vertice dell'AQP, dai toni duri (dal sapore perentorio) che la Città di Nardò, già martoriata da sacrifici e rinunce importati "calate dall'alto" non può e non deve più accettare.
Però Sindaco, sull'argomento occorre che Lei faccia chiarezza all'interno della sua maggioranza e soprattutto che contenga fughe in avanti più confusionarie che utili.
Infatti, per essere credibili all'esterno sarebbe auspicabile presentarsi ai tavoli regionali con una soluzione condivisa da tutta la Città di Nardò. Per far questo è necessario il coinvolgimento, prima di una ulteriore conferenza di servizi decisoria (annunciata dall'Ing. Maselli) presso la Regione, oltre che di tutte le forze politiche (e non solo di maggioranza), anche della Consulta dell'Ambiente - che rappresenta, è bene ricordarlo, le Associazioni Ambientaliste del territorio e del Movimento NO TUB.
Basta quindi con proposte che contemplino un pericoloso concentramento dei reflui di Porto Cesareo e Nardò (località turistiche che durante il periodo estivo raggiungono picchi di centinaio di migliaia di presenze) nel nostro territorio.
Come abbiamo avuto modo di sottolineare ultimamente, una valida alternativa per risolvere il problema della fogna di Porto Cesareo e per migliorare la situazione di Nardò, potrebbe essere quella di realizzare degli impianti autonomi per le due Città come quello di Melendugno. Un impianto preso come esempio da imitare dalla Regione, dall'AQP, dalle Associazioni Ambientaliste e premiato in tutta Italia e che, lo ricordiamo, non ha sbocco a mare. Dopo il trattamento nel depuratore restano reflui con le caratteristiche della tabella IV (il massimo dell'affinamento). Gli stessi, poi, finiscono su suolo all'interno di vasche che servono a "nutrire" una rigogliosa vegetazione che fa dei terreni circostanti l'impianto una zona umida utile anche alla fauna. In più, noi potremmo utilizzare parte di queste acque per usi irrigui (per il solo comprensorio di Nardò pare siano necessari, in determinati periodi dell'anno, circa 300.000 m/3 di acqua per l'agricoltura).
Proprio per questo non si comprende come mai Regione e AQP non "ragionino" su tale soluzione. Ed invece, al contrario, insistano su un progetto "discutibile" su cui non è stato neanche chiesto (almeno per quanto riguarda la condotta sottomarina) il parere dell'ARPA Puglia. Un parere autorevole e scientifico che, nonostante non sia obbligatorio acquisire, per altri progetti simili è stato invece richiesto. Ci chiediamo come mai... Probabilmente perché sarebbe stato negativo?
Allora Sindaco, visto che almeno su questo argomento dopo un iniziale "balbettio" ha aperto ad un processo partecipato che ha avuto come risultato finale la nota Delibera di Consiglio Comunale del Maggio 2012, che facciamo, continuiamo su questa strada?".
Noi x Nardò
Mino Natalizio - coordinatore
Paolo Maccagnano - consigliere comunale
















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