NARDO' e PORTO CESAREO - Caro Assessore, nel leggere la sua nota su Porta di mare non ho potuto fare a meno di ripensare alla triste storia dei Polli di Renzo di manzoniana memoria, che si beccavano fra di loro inconsapevolmente legati da comune destino.
Ebbene la sua nervosa e dolorosa nota, che esprime giusto rancore, rabbia e dolore per la mancata soluzione del sistema fognario cesarino non può indurlo a scaricare il tutto su una falsa diatriba fra Nardò e Porto Cesareo, generando la piccante situazione sopra descritta nel romanzo dei Promessi Sposi!
Cambiano gli attori e i tempi ma i polli ( Porto Cesareo e Nardò) che litigano lungo il percorso non si rendono conto che l’Azzeccagarbugli rinnova promesse e trova ostacoli quando Renzo balbetta il nome di don Rodrigo!.
La sua nota è l’ennesimo isolato pregiudizio che non vuole assolutamente considerare le ragioni degli altri velando rivendicazione e ripercussioni !!!??
Il suo dire nobilissimo, perché carico del dramma ecologico e sanitario della sua città, va indirizzato colpevolmente verso chi ha piene e pesanti responsabilità.
Il punto centrale della discussione, esimio Assessore, è il mare, la sua balneabilità, la sua purezza, Il richiamo turistico ed economico dell’ “acqua chiara, acqua azzurra”, il suo possibile inquinamento futuro, la devastazione del sistema costiero, la prateria posidonica, le acque dolci sotterranee, le zone SIC, l’habitat e gli ecosistemi marini e terrestri e infine lo spreco criminale delle acque reflue.
Molte proposte sono state avanzate da Nardò per risolvere i problemi di Nardò e di Porto Cesareo ma la Regione e l’AQP fanno orecchie da mercante, prendono tempo, avanzano contentini idrografici, senza mai passare alla riverifica e rivedibilità del progetto..
Occorre prendere atto che la soluzione al problema non è la realizzazione della condotta unica attraverso collettamento o duplice con sbocco al mare, perché tale evenienza non mette al riparo la salute dei cittadini anzi col tempo creerà criticità tali che sarà impossibile per i nostri figli mettere riparo..
Il mare, il paesaggio, le tradizioni,, la storia che ci accomunano non possono ricevere simili offese e ferite sulle nostre coste a causa di progetti che non puntano alla loro valorizzazione, che depotenziano cultura, arte, bellezza, armonia e serenità ricevute in dono dalla natura.
Noi del Centro Studi “don Milani” abbiamo fatto e ripetuto più volte la nostra proposta al Comune di Porto Cesareo e alla Regione Puglia (assessorati vari) che va nell’interesse di tutti e che richiede un patto di buona volontà, di politica valida e amministrazione vera.
La Regione Puglia e l’AQP non intendono recedere e cambiare progetto e percorso trincerandosi burocraticamente dietro i loro feticci: il Piano delle acque, lo sbocco obbligato (da chi?) al mare.
Feticci e totem che altro non sono se non Intese amministrative, convenzioni intercorse tra Enti che possono essere modificate e cambiate quando incidono negativamente sulla realtà.
Noi cittadini e istituzioni interessate siamo per salvare qualsiasi goccia d’acqua e nella fattispecie chiediamo la creazione di moduli di affinamento oltre Tab. 4, da affiancare ai depuratori coinvolgendo nella soluzione il Consorzio di Arneo, l’Ersap, la Provincia, l’ASL, i proprietari delle serre, gli agricoltori, le ditte di Igiene ambientale e quanti hanno dovere ed interesse a ché l’arco ionico salentino sia preservato da sempre possibili dannose schifezze di ritorno.
La Regione ha i fondi per fare ciò, ha già realizzato sistemi di depurazione innovativi e si vanta della soluzione adottata a Melendugno, mentre per le nostre contrade, compreso il canale ASSO’ si cela dietro un silenzio, una non azione assordanti.
Caro Assessore,
come vede nessuno intende lasciare Porto Cesareo solo e la presenza dell’AMP,
della Palude del Duca, come la Palude del Capitano e di Porto Selvaggio e degli altri gioielli sui nostri territori dovrebbe invece vederci accomunati per evitare sfregi alla costa, criticità prevedibili, salvaguardia del mare, scompensi ambientali, civili, civici e naturali.
Il suo sfogo comprensivo da parte nostra ma non GIUSTIFICATO va rivolto interamente alla Regione e all’AQP perché i due Comuni che hanno interessi comuni, spazio comune, cielo comune e acqua marina comune devono lottare e impegnarsi per salvaguardare e valorizzare questi Beni se vogliono ancora sperare in un futuro migliore da consegnare alle prossime generazioni.
Essere trattati da terzo mondo, disfarsi del problema in maniera SEMPLICISTICA e SUPERFICIALE, discriminati all’interno della stessa Regione con sistemi antiquati, superati e pericolosi (le condotte sottomarine si dice hanno vita massima di 50 anni…e dopo…?)
Uniamo invece gli sforzi, le nostre Intelligenze per chiedere ciò che è giusto per le nostre contrade e per il futuro che non ci appartiene, un sistema di smaltimento reflui degno di civiltà, di salubrità, di rispetto del valore dell’acqua e della terra.
Le promesse e le dichiarazioni di politica occasionale, come le rampogne servono solo per le platee compiacenti e giubilanti non per quelle serie, riflessive e responsabili.
Nella speranza che qualcuno alla luce del Natale riveda le proprie posizioni auguriamo A Lei e alla cittadinanza di Porto Cesareo.
Sereno Anno Nuovo
IL DIRETTIVO DEL CENTRO STUDI “don Milani”
















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