NARDO' - "A Nardò non comanda la politica ma la burocrazia" dice Siciliano, che forse è troppo buono. In verità è molto più probabile che la politica faccia accordi con la burocrazia perché è dalla notte dei tempi che "cane non mangia cane".
Mi perdonino i cittadini di Nardò se a distanza di 24 ore ritorno sul problema delle assunzioni in mobilità ed in particolare di quella di un ingegnere proveniente dal comune di Gallipoli.
Non intendo per nulla ignorare le competenze di legge dell’apparato burocratico, ma non posso accettare che l’apparato burocratico condizioni le scelte importanti per il futuro della città. Sembrerebbe infatti che a volere tale mobilità non sia tanto l’apparato politico quanto qualche burocrate che, forse, vuole tentare di militarizzare alcuni settori vitali della pubblica amministrazione, con la benevolenza di qualche singolo politico.
Così come ho già fatto nelle opportune sedi, anche pubblicamente invito consiglieri ed assessori a riappropriarsi del proprio ruolo in quanto delle loro scelte devono rispondere ai cittadini di Nardò, e quindi non possono avallare politicamente importanti scelte dettate da esigenze burocratiche.
Non metto assolutamente in discussione la valenza di tale professionista, il quale, prima di diventare dipendente del comune di Gallipoli, sembrerebbe abbia per lunghi anni acquisito notevole esperienza professionale in un notissimo studio tecnico neretino e quindi ha acquisito una formazione professionale che non ha pari per quello che è il ruolo al quale lo si vorrebbe chiamare.
La conclusione è sempre la stessa, e cioè che pur comprendendo tanti aspetti di legge, prestandosi alla politica del comando prima, e della mobilità poi non si combatte la piaga sociale della disoccupazione giovanile, bensì in maniera legale si ma discutibilissima si mettono in atto meccanismi di contorsionismi che non agevolano il processo di trasparenza e di aiuto ai tanti giovani professionisti disoccupati.
Ed in tema di trasparenza colgo l’occasione per ricordare agli amministratori che, per il Piano delle coste non si possono privilegiare domande pervenute senza che ci fosse un bando, e per le quali al limite, è il TAR a doversi pronunciare.
Giovanni Siciliano
















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